Vieni! Sèguimi! Che vita!

Commento al Vangelo del 14 ottobre 2018.

Oggi tutta la comunità si mette nei panni di quel tale che s’è gettato ai piedi di Gesù e gli ha chiesto: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?» (Mc 10,17-30). Meditiamo questo brano nella Messa di oggi, ma anche nei gruppi dei ragazzi della catechesi e dei loro genitori, avviando così una modalità un po’ rinnovata nel percorso dei più piccoli e delle loro famiglie, maggiormente legato alla Parola e alla liturgia, che è la scuola più vera e più semplice della nostra vita di discepoli, perché veramente il Signore ci parla e ci salva nella celebrazione della Messa.

‘Quel tale’ (Luca ricorda che era ‘giovane’) riconosce che Gesù è importante. Corre verso di lui. Si getta ai suoi piedi. Lo chiama ‘Maestro buono’. È con questo atteggiamento che andiamo a Messa o che ci mettiamo quotidianamente a pregare?

Da ‘quel tale’ impariamo che bisogna chiedere al Signore delle cose grandi: addirittura la vita eterna! E impariamo a chiedere la via per averla, perché la vita eterna deve avere a che fare con qualcosa che possiamo fare oggi. Chissà quante volte ci viene da pensarci, o da chiederlo al Signore… Forse non proprio spesso, perché ci accontentiamo di altre cose, spesso cose piccine: la vita eterna è troppo distante, troppo fuori dai nostri sguardi protetti dal paraocchi delle piccole faccende quotidiane. Al massimo chiediamo la salute, o la fortuna, ma chiedere qualcosa che va oltre la morte non ci viene proprio.

Gesù, bravo educatore come sempre, inizia ad indicare la via della vita eterna, che ha proprio a che fare con la vita concreta, come da molti secoli aveva insegnato Mosè: non bisogna uccidere, tradire l’amore, rubare, fregare gli altri, maltrattare i genitori. Tutte cose su cui anche noi ci troviamo d’accordo e che probabilmente abbiam cercato di vivere da sempre.

Ma non basta. Così sembra una lista della spesa: che noia una vita di cose da fare per avere la vita eterna… Manca il cuore, manca il centro, manca il fuoco. E proprio lì Gesù ci vuole attirare. E lo fa iniziando da uno sguardo: «fissò lo sguardo su di lui». Dovremmo ogni giorno renderci conto di questo sguardo, degli occhi del Signore fissi su di noi. Forse il ricordo dello sguardo buono del papà o della mamma, della sposa o dello sposo, dell’amico o dell’amica può dare una idea di Gesù, che (secondo Ap 1,14) «Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco». Cioè d’amore. Marco infatti continua a dire che, dopo averlo fissato, «lo amò». Ecco il centro, il cuore. Il fondamento. La vita eterna è questo sguardo amante del Signore. È l’esperienza di essere raggiunti gratuitamente e costantemente dalla benevolenza del Signore che manifesta la benevolenza del Padre: Lui ci ha creati e ci vuole adesso e per sempre come figli. Aprire gli occhi su questo amore del Padre è semplicemente fondamentale. Finchè non lo si fa, non si diventa cristiani. Finchè non ci si accorge che il creato, la vita, la ricchezza personale, gli altri, i legami, la bellezza e tutto il buono vengono da lui. Finchè non si guarda il crocifisso risorto riconoscendo che è un regalo del Padre che ama e perdona infinitamente…

Allora si comincia a ritenere interessante e affascinante la parola che Gesù rivolge con forza a ‘quel tale’: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». È un unico movimento: per seguire Gesù bisogna lasciare. Ma il lasciare viene dalla decisione di seguire. Seguire Gesù è la cosa da fare per avere la vita eterna. Perché la vita eterna è Lui. È la comunione con Lui, e tramite Lui con il Padre che ci ha creati e perdonati. Così la vita eterna inizia adesso, perché adesso si può vivere un legame con Colui che è eterno e che ha riscattato dalla morte la nostra vita.

Vieni! Seguimi! Ecco la cosa da fare. Oggi e in tutto. Vivere con Gesù Cristo le nostre giornate, i nostri impegni, i nostri rapporti: questa è la trasformazione della vita del cristiano, illuminata dalla compagnia del Signore che ha un cuore grande, idee e progetti grandi. Altro che il nostro piccolo orticello: seguire Gesù (cioè vivere in sua compagnia) ci lancia nella avventura del Regno, del fare della nostra umanità una sola famiglia. Vuoi mettere, vivere con questa consapevolezza le cose di ogni giorno?!