Campo ACR a Fai: quinto giorno

3 agosto

Un cielo sereno, solcato dalle bianche tracce degli aeroplani che irretivano la luna, ha accompagnato tutta la mattinata. Presto l’autobus ci ha portato alla vicina Santel, dove parte uno degli impianti che fa salire verso la Paganella. Una montagna di per sè piuttosto anonima, ma attraversata, nel suo versante occidentale, da un reticolo di piste che corrono tra i pendii boscosi, paradiso di sciatori d’inverno e di bikers d’estate.

Saliamo sulla seggiovia (per alcuni è la prima volta) che ci porta a quota milleequattrocento metri. Di lì ci avviamo a piedi, zaini in spalla, per un primo tratto sulla pista assolata e poi in un sentiero dal quale, mano a mano che si sale, si iniziano a vedere tante cose dall’alto. La rigogliosa e piatta valle dell’Adige, ricoperta di vigneti, la conca dolce e ampia della Val di Non, in lontananza, un po’ controluce e un po’ avvolte nella foschia, le cime delle Dolomiti orientali. Anche dentro al fresco bosco per molti è una scoperta di piccole cose, dai mille fiori ai formicai, dalle fragoline di bosco ai mirtilli. che dopo un’oretta e mezza di cammino sbuca fuori al Rifugio Dosso Larici. Siamo quasi a quota duemila. Per alcuni è faticoso e si decide di organizzarsi in due gruppi. Qualcuno prosegue per la cima, altri rimangono a mezza costa, dove si passa qualche ora tra giochi, pranzo, visita ad una vicina grotta. Per chi va in cima la strada è più breve del previsto e s’arriva quando le nuvole sono ancora alte. E si può rimanere incantati dal panorama a tutto tondo. A sud il lago di Garda, a Ovest l’impervio ed elegante gruppo dolomitico del Brenta, con i suoi massicci e le sue esili e frastagliate torri. Quasi non si riesce a distogliere lo sguardo: solo guardare è una preghiera. Il pranzo a panini è arricchito da ottime crepes alla nutella, che al rifugio Roda fanno benissimo. Si sosta volentieri sulla cima. I ragazzi si mettono a cantare allegramente. Altri a giocare a vampiri. Qualche nuvola passa rinfrescando, e in un attimo arriva l’ora del ritorno. Ci si ritrova tutti alla seggiovia per l’ultimo tratto di discesa, che alcuni animatori fanno a piedi. Prima dell’arrivo dell’autobus ci sta un gelato, che Patrizia offre gentilmente alla compagnia che sè fatta stanca e accaldata.

La serata in casa è tranquilla, con la lauta cena preparata dalle cuoche ed i giochi nel salone. Questa sera non ci sono problemi per addormentarsi presto.