Campo ACR a Fai: terzo giorno

1 agosto.

Dopo la colazione e la distribuzione dei panini per il pranzo al sacco, tutti in cerchio in cortile per lanciare la giornata con la preghiera. Oggi la guida è Noemi, la suocera di Rut: la sua vita è diventata amara per la morte del marito e dei figli, ma trova in Rut la delicatezza di Dio che si prende cura di lei quando decide di tornare nella sua patria, Betlemme, al tempo della mietitura.

Ispirati da questa storia, i ragazzi tentano di prendersi cura gli uni degli altri, diventando ciascuno un segreto servitore di un compagno del campo. È il gioco del ‘folletto’

L’autobus ci porta velocemente a Molveno. Il lago si presenta con il suo colore splendente d’azzurro e di verde. Ci sistemiamo nella bellissima area attrezzata del lungolago, un prato inglese già pieno di gente. Par quasi d’essere in spiaggia, con alberi al posto degli ombrelloni. Subito si corre dentro alle acque gelide. Ci si arrampica su una piattaforma a pochi metri dalla riva. Ottimi tuffi. Il sole splende forte nell’aria senza vento.

Tornati a riva, ci stendiamo sull’erba per il pranzo al sacco. Se ne vanno un paio d’ore tra chiacchiere, giochi di carte, sonnellini, esercizi ginnici.

Un po’ a fatica ci si prepara per una bella passeggiata: tutto il giro del lago, previsto in tre orette, ci dicono. Si passa su uno stradone dentro a boschi di faggi e abeti rossi, che fanno ombra a delicati ciclamini. Ogni tanto s’apre la vista sulle acque colorate dalle nubi di passaggio. Quando s’arriva nella punta meridionale, a metà del percorso, una irresistibile roccia a picco sul lago diventa il trampolino per nuovi e divertenti tuffi. Una utile pausa rinfrescante prima delle altre due ore di cammino per tornare al pullman. Ci arriviamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, camminando più vicini al lago che, da questa parte, specchia nelle sue acque le cime della meravigliosa catena del Brenta.

S’arriva a Fai della Paganella in pochi minuti. Tardando un po’ la cena, tutti fanno in tempo a far la doccia.

Dopo cena, un po’ cotti, si fa verifica di come è andata l’esperienza del folletto. Esiti alterni, ma una bella provocazione per entrare sempre più nella mentalità del servizio e del mettersi a disposizione degli altri con semplicità. Gli animatori ricordano infine con la drammatizzazione l’esperienza di Noemi e di Rut.

Un buon gelato, in paese è l’atto conclusivo della giornata: ci vuole un po’ perché tutti ne abbiamo, ma intanto si chiacchiera, anche in compagnia delle cuoche Carmen, Silvia e Patrizia, che ci hanno accompagnato.