4. Dio ci parla nei fatti

Esercizi spirituali parrocchiali

22 febbraio 2018

 

Gesù si muove con cognizione di causa. Ha chiaro in testa il suo progetto, e discerne come e quando agire, inserendosi opportunamente nel tempo e negli eventi. Solo alcuni esempi: l’iniziativa di Giovanni e il suo arresto di Giovanni sono il segnale per uscire da Nazaret e iniziare a predicare (cf. Mc 1,9.14); avvertendo che i giorni della sua Pasqua si stanno compiendo, prende la ferma decisione di andare a Gerusalemme (cf. Lc 9,51); per un certo tempo non vuole percorrere la Giudea, perchè è già stata presa la decisione di ucciderlo (cf. Gv 7,1-9); attende la celebrazione della Pasqua ebraica per farsi arrestare, perchè quella è la sua ‘ora’ (cf. Gv 13,1).

Lc 12,54-59: l’appello a valutare questo tempo, a giudicare ciò che è giusto

54Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: «Arriva la pioggia», e così accade. 55E quando soffia lo scirocco, dite: «Farà caldo», e così accade. 56Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? 57E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? 58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. 59Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

– Gesù richiama una esperienza molto immediata e comune, sul piano della lettura del tempo metereologico e della capacità di prevedere alcune conseguenze, e perciò di prepararsi.

– A questa considerazione aggancia lo sdegno per la mancanza di questa capacità sul piano più profondo di lettura del ‘tempo’ (to.n kairo.n) inteso come momento favorevole per la salvezza. Ci sono dei segni (la sua presenza, la sua parola, la sua opera) che non vengono considerati, valutati, sottoposti a discernimento (dokima,zein). Si potrebbe farlo, perchè questi segni sono sotto gli occhi di tutti, ma non lo si fa!

– L’esempio dell’accordo con l’avversario riporta la questione su un piano di semplice buon senso! Basterebbe il buon senso per cogliere le opportunità di salvezza e per evitare i guai (che diventeranno irreversibili nel giudizio finale…)

Lc 13,1-5: due esempi di lettura dei fatti quotidiani

1 In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

– ci sono avvenimenti orribili, causati dalla cattiveria degli uomini. In questo caso di Pilato. Come interpretare questo fatto? Che cosa dice Dio in questa situazione? Una interpretazione comune era legata al peccato: «se lo sono meritato perchè erano peccatori!». Gesù non condivide per nulla: più che alla condizione morale di quei Galilei uccisi, costringe a porre attenzione alla propria situazione personale di fronte alla eventualità di una morte violenta. E legge quell’episodio come appello alla conversione, che è il primo contenuto della predicazione di Gesù: «Il tempo è compiuto… convertitevi».

– Gesù stesso riporta un altro fatto di cronaca: ci sono avvenimenti orribili, causati da disastri naturali (la morte per il crollo di una torre). Vale lo stesso criterio: l’appello alla conversione! C’è anche qui consonanza tra la parola di Gesù («Convertitevi!») e il fatto drammatico che mette in luce la fragilità della vita e la prospettiva ineludibile della morte, talvolta improvvisa…

Chi provoca i fatti della storia? Non tutti sono provocati direttamente da Dio, che ha creato il mondo con le sue leggi e ha creato gli uomini con la loro libertà e responsabilità.

– Sono da attribuire a Dio gli eventi in cui gli uomini si lasciano guidare da Lui, obbedendo alla sua volontà. In questi è più facile decifrare la sua presenza e il suo messaggio…

– Dio ‘permette’ (misteriosamente) che gli uomini, nella loro libertà, compiano cose che vanno contro il piano di salvezza, contro la carità, contro la dignità delle persone. In questi che fa Dio? Scrive dritto sulle righe storte. Ne approfitta per richiamare i valori fondamentali, tra cui la urgenza della conversione, della appartenenza a Lui, dell’impegno per la giustizia e per la pace…

Dio sa che a noi non bastano le parole per convincerci: abbiamo bisogno di parole e fatti; e possibilmente corrispondenti! Fatti e Scritture, che sono il ‘codice’ per leggere i fatti!

Alla luce di queste considerazioni possiamo leggere il fatto della Pasqua, l’evento più grande e significativo per la nostra salvezza. Il Padre ha voluto che la salvezza fosse manifestata e offerta in un avvenimento, certo illuminato dalle parole che Gesù aveva predetto. Esternamente vediamo l’uccisione di un innocente, considerato un pericolo pubblico. Un innocente che muore in un modo particolare, non arrabbiandosi, non ribellandosi, non fuggendo, addirittura perdonando i suoi crocifissori. Vediamo il fallimento di un progetto, di una speranza per molti. Vediamo il trionfo della cattiveria e della malvagità e della stupidità…

Come dice Dio in questo fatto? Le letture possono essere diverse: Dio se ne è fregato o era distratto…; Dio non è buono perchè la lasciato che il suo Figlio fosse scannato su una croce…; Dio  (si è arrivati a dire), dovendo placare la sua ira per il peccato degli uomini, l’ha riversata sul suo Figlio…

Ma il fatto è interpretato con verità alla luce della Parola con cui Gesù stesso l’ha accompagnato… «non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13); «se il chicco di grano caduto per terra non muore, rimane solo; se muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Ma dovremmo dire tutte le Scritture cui Gesù apre la mente dei discepoli di Emmaus (cf. Lc 24,27).

Importante ricordare che nella professione di fede diciamo che Gesù «È risuscitato secondo le Scritture».

Esercizio. Penso alla mia vita di questi giorni, ai fatti che mi sono capitati (incontri, eventi, situazioni personali o famigliari…)

– ne scelgo uno o due che mi sembrano positivi: alla luce delle cose che conosco della Scrittura, in quel fatto che cosa mi ha voluto dire Dio di sè, della salvezza, di me come discepolo?

– ne scelgo uno o due che mi sembrano spiacevoli o che mi hanno turbato: alla luce della Parola, a che cosa mi sento chiamato da Dio?

…è quel che dovremmo fare ogni sera nell’esame di coscienza… tutto ci parla di Dio!