Il nostro ospite è risorto

Commento al Vangelo del 16 aprile 2017.

Quanto sei buono, Signore, con noi! Tu non sei un ospite qualsiasi nelle nostre case e nella nostra vita. Ti ringraziamo perché, per amor nostro, hai condiviso in tutto la nostra condizione umana, sei entrato negli abissi della nostra fragilità e vi hai immesso la tua forza. Ti ringraziamo perché ci hai aperto la via al Padre, perché ci hai reso certi del Suo amore, ci hai introdotti nel suo sicuro abbraccio. Ti ringraziamo perché hai inchiodato sulla croce i nostri peccati, la nostra incapacità di mare, e risorgendo ci hai reso partecipi della tua capacità di voler bene al Padre e ai fratelli. Sappiamo infatti che la nostra persona è fatta per amare, ma ci scontriamo ogni giorno con quel che ci chiude in noi stessi, con l’orgoglio che ci separa dagli altri, con la tentazione del potere che ci impedisce di donarci. Ma tu, risorto, sei sempre con noi, ci parli e ci nutri continuamente, per fare di noi un sacrificio perenne gradito al Padre.

Abbiamo veramente bisogno di te, Signore risorto. Non solo delle tue idee e dei tuoi consigli, della tua Parola che illumina i nostri passi incerti e le fatiche nel comprendere la nostra vita. Non solo del tuo esempio meraviglioso, che ci affascina e ci lascia spesso quasi storditi per la bellezza della tua vita, della tua maturità, della tua santità. Abbiamo bisogno di te, della tua persona, della tua compagnia, della tua comunione! E tu lo sai, Signore buono. E per questo ti doni a noi personalmente quando ascoltiamo la tua Parola, quando facciamo memoria della tua Pasqua nei Sacramenti, quando riceviamo e doniamo la tua carità nei fratelli, quando ci inviti alla solitudine della preghiera personale.

Il mondo ha bisogno di te, Signore risorto. Non c’è ancora la pace. Nonostante siano passati quasi duemila anni dalla tua Risurrezione, il mondo è ancora pesantemente attraversato dall’odio che ti ha portato sulla croce, dalle logiche di potere che schiacciano i poveri, dalla sete dell’avarizia che azzera la fraternità e la condivisione. Che mistero, Signore, il nostro cuore! Tu ci proponi la meravigliosa legge dell’amore, ma i potenti si chiudono e lasciano prevalere i loro egoismi. Tu ci proponi la stabilità del tuo amore, e i potenti cercano dei surrogati per sentire un minimo di sicurezza. Tu ci proponi la mitezza e i potenti mostrano i muscoli, gli eserciti, le bombe… E, invece di far fiorire la tua pace, allargano la sofferenza di milioni di nostri fratelli, figli del Padre tuo e Padre nostro…

Che cosa dobbiamo fare, Signore? Seriamente, se è vero che tu sei sempre con noi, non possiamo fregarcene, non possiamo dire che non è affar nostro, non possiamo rimanere a lamentarci. Se è vero che tu sei sempre con noi, non possiamo nemmeno pensare che il mondo migliorerà opponendo male a male, bombe a bombe. Se è vero che tu sei sempre con noi, dobbiamo imparare da te l’arte difficile e stupenda del camminare dietro a te. La vera rivoluzione che da duemila anni cerchi di suggerire ai cuori degli uomini è quella di vivere come te, sicuro solo dell’amore del Padre e disposto a dare la vita senza far storie, ogni giorno, ai nostri fratelli.

Aumenta la nostra fede, Signore. Rendici convinti che al Padre nulla è impossibile e vinci in noi quell’insulso ‘realismo’ che non ci fa osare.

Aumenta la nostra speranza, Signore. La tua risurrezione ci apra al tuo sguardo fiducioso nel futuro e ci renda tuoi collaboratori per costruirlo come vuoi tu.

Aumenta la nostra carità, Signore. Facci camminare con te nella via del servizio ai fratelli: i famigliari, gli amici, i colleghi, i vicini di casa, e soprattutto i poveri.