Rianimati nell’amicizia con Gesù: per approfondire

Per approfondire il vangelo della risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45)

Riportiamo anche oggi gli spunti di riflessione elaborati dal Consiglio pastorale parrocchiale a riguardo della V domenica di Quaresima.

Grazie ai consiglieri che hanno offerto a tutta la comunità, in questo tempo di Quaresima, ulteriori possibilità di approfondire il cammino di fede personale e comunitario.

 La quinta domenica odora già di Pasqua. Questa domenica completa gli scrutini aprendosi al mistero della vita eterna (Resurrezione).

Nel vangelo, povertà e ricchezze.

LE NOSTRE POVERTA’

La malattia, non solo fisica ma anche spirituale. C’è un dolore, una sofferenza della carne, ma vi è anche una malattia psicologica, e dell’anima. Il peccato rende malati.

La paura, quella dei discepoli, perché ritornando a Gerusalemme potrebbero andare incontro alla lapidazione. Gesù vuole andare fino in fondo, ma i discepoli hanno paura, paura di rischiare.

Il dormire degli apostoli, l’inattività. Qui non è il dormire fiducioso di Gesù sulla barca, è diverso il dormire “nostro”.

Il pianto e la commozione di Gesù: il pianto è una povertà.

Il corpo di Lazzaro che manda già cattivo odore. La puzza della morte. La putrefazione dei corpi. La puzza del povero, non solo di quello che non si lava, ma di quello che non spende per acquistare un profumo (cfr con l’inizio del racconto evangelico di oggi: il profumo di Maria). La puzza è caratteristica sostanziale della povertà.

La puzza del peccato. Ci sono persone che soffrono, che vivono “legati” quasi sepolti vivi a causa del peccato. Sì bisognerebbe che si sentisse la puzza ogni qual volta si sta peccando.

LE RICCHEZZE CHE DIO CI DONA

L’amore di Gesù  per la famiglia di Lazzaro, le sue sorelle. Potremmo dire che questa è la domenica dell’amicizia, quella con Gesù.

La luce (non ci sono 12 ore nel giorno?), associata alla preghiera, cioè chi prega sta nella luce, la preghiera ti fa vedere le cose, le situazioni, come le vede Gesù. Nella luce e dunque nella preghiera si cammina, si va avanti.

Il movimento. Questo vangelo è un vangelo di movimento, tutti si muovono. Andare, darsi da fare, uscire… Muoversi è una forza, una ricchezza.

Il pianto è anche una ricchezza, perché attraverso di esso si manifesta la solidarietà dei tanti. Chi piange viene consolato (si spera!).

La fede di Marta. “Io so Signore!”; l’abbandono totale al Signore è una ricchezza. Avere la fede è una ricchezza. Anche se sembra esserci rassegnazione, ma c’è fiducia.

Il ringraziamento di Gesù al Padre. C’è una relazione strettissima fra i due.

“Vieni fuori!”. Uscire come ci insegna papa Francesco è sempre una ricchezza, non un impoverimento.

Ci voleva proprio un morto per avere una resurrezione!

E’ come se Gesù chiedesse al Padre di fargli vedere come sarà anche per Lui fra alcuni giorni. Quasi una “prova generale”.

Nella nostra preghiera personale, in questa settimana potremmo dialogare con il Signore pensando anche alla prospettiva della nostra morte personale alla quale è giusto prepararsi… Per esempio possiamo usare queste parole:

Gesù, morto e risorto per me,

fa’ che gli ultimi giorni di questo esilio terreno

siano completamente conformi

alla Tua Volontà.

O Gesù misericordioso, disteso sulla croce,

ricordami nell’ora della mia morte.

In quell’ultima ora

nascondimi nel tuo Cuore,

aperto dalla lancia, e salvami.

Unisco le mie sofferenze e le mie amarezze

all’agonia stessa della tua Santa Passione,

e con te mi offro per chiedere

l’abbondanza della tua divina Misericordia,

sulla mia anima e sul mondo intero.

Ho tanta fiducia

e mi affido completamente

alla tua Santa Volontà.

Nell’ultima ora,

la tua Misericordia sia tutto per me.

Amen.