Novena di Natale: lettera ai nonni di Gesù

Cari nonni di Gesù,

mi son deciso a scrivervi perché mi sembra che di solito siate un po’ trascurati. Non siamo abituati a mettervi nel presepe, ma è giusto pensare anche a voi e imparare da voi come stare davanti al mistero di vostro nipote.

Ho saputo dalla tradizione della Chiesa che voi genitori di Maria vi chiamate Gioacchino e Anna. E vorrei chiedere a te, Giacobbe, papà di Giuseppe, come si chiama tua moglie: l’evangelista Luca s’è scordato di annotarlo…

Le cose sono partite da più lontano, da quando avete messo al mondo Maria e Giuseppe. Tra parentesi, dite la verità, specialmente voi nonne: ha accarezzato anche voi il desiderio di mettere al mondo il Messia, come ho sentito dire delle madri di Israele in quel tempo di attesa?

Sono comunque sicuro che fin dall’inizio vi siete accorti di qualche cosa di strano nei vostri figli. Qualche cosa di bello. Credo che vi abbiano dato un sacco di soddisfazioni, buoni come erano. Ma è merito anche vostro, che li avete tirati su bene. Da buoni israeliti li avete presentati al Tempio, li avete cresciuti nelle tradizioni dei Padri e nell’osservanza della Legge che Dio aveva dato al vostro Popolo tramite Mosè, avete trasmesso loro la speranza e l’attesa del Salvatore del Popolo di Israele. Li avete educati alla preghiera, al servizio, ad affrontare con speranza le durezze della vita.

Certo non potevate trovare di meglio per loro quando si sono fidanzati: Giuseppe era proprio un ‘buon partito’ per Maria. Semplice, lavoratore, onesto, ma soprattutto ‘giusto’. E per Giuseppe non poteva esserci di meglio che Maria, la donna più splendida del mondo.

Ma a un certo punto è capitato un ‘fattaccio’, che per voi non deve essere stato facile da capire: quando Maria rimase incinta prima del tempo stabilito perché andasse a vivere insieme con Giuseppe. Non oso pensare il tumulto del vostro cuore, la perplessità, la paura e forse, sulle prime, anche la vergogna. Mi vengono in mente i pensieri, le preoccupazioni, le paure di molti nonni che conosco per i loro figli e i loro nipoti! Quando mi chiedo come ne siete venuti fuori non mi viene in mente altro che la fiducia nei vostri figli e la fiducia nella fedeltà del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Spero mi possiate raccontare che cosa esattamente avete saputo da Maria e da Giuseppe in quei momenti in cui si doveva decidere che cosa fare, quando Maria s’è trovata incinta in modo così particolare. Può darsi che i vostri figli siano stati molto riservati anche con voi. D’altra parte proprio voi avete insegnato loro a custodire le cose difficili meditandole nel cuore e vi fidavate di loro.

E che festa quando è nato Gesù: voi nonne gli avete preparato un bellissimo corredo e ve lo siete coccolato a non finire. Ho visto come facevano mia mamma e mio papà con i miei nipotini!

Ma poi ancora preoccupazioni, con quella misteriosa fuga in Egitto perché Maria e Giuseppe dicevano che Gesù era in pericolo a causa del re Erode. E voi là, a Nazaret, ad aspettare e a pregare, fedeli al Dio fedele anche quando non si vede subito la sua salvezza.

Carissimi, vi ringrazio per il vostro esempio. E vi affido tutti i nonni e le nonne della mia parrocchia. Vi assicuro che anche loro sono nonne e nonni bravi: un po’ come voi, ci aiutano ad avere pazienza, a fare bene le cose secondo gli insegnamenti semplici e profondi che la buona tradizione cristiana attraverso di loro continua ad essere trasmessa. Aiutateli a tener botta, perché noi non siamo figli e nipoti bravi come Maria, Giuseppe e Gesù!