Campo Famiglie a Forno di Zoldo

Anche quest’anno sta purtroppo volgendo al termine, mentre vi scrivo queste righe, il campo famiglie della nostra parrocchia a Forno di Zoldo (BL). Sono state due settimane intense, durante le quali alcune famiglie si sono alternate e altre hanno invece vissuto assieme per tutto il periodo di questa splendida avventura. È sempre difficile comunicare il valore di un’esperienza attraverso poche parole, diventa proibitivo scegliere a cosa dare la priorità, cosa evidenziare e cosa invece lasciare in sordina, dandolo per scontato o considerandolo di secondaria importanza. E visto che è davvero impossibile dipingere un quadro di cosa sia stato il campo famiglie in modo esaustivo, accontentatevi di qualche pennellata, utile a stimolare l’immaginazione e a provare a capire un po’ dello (S)spirito che ci ha accompagnato, lasciandovi provocare e magari decidendo di partecipare l’anno prossimo!

Innanzitutto vivere in un contesto comunitario come il campo scuola significa fare esperienza di servizio reciproco e di condivisione di responsabilità, dalla scelta consapevole di un’attività condivisa all’attenzione ai vissuti e alle esigenze di ogni persona e famiglia. Questo è un modello di vacanza accogliente, dove anche famiglie “non del giro” si sono sentite a casa e hanno reso la vita insieme migliore, valorizzando la comunità con la propria unicità.

Un periodo insieme fondato sulla scelta dell’essenzialità, sul contatto rispettoso e meravigliato con la natura, sull’esigenza continua e faticosa di mettersi in gioco per vivere in pienezza ogni incontro, ogni situazione, per riconoscere nell’umano la presenza di Cristo Risorto. E proprio tale presenza a livello sacramentale ha dato senso al nostro stare insieme nella celebrazione della Messa, ci ha donato gioia nelle allegre preghiere prima dei pasti e soprattutto la grazia di vedere i nostri figli vivere un’esperienza straordinaria di amicizia, gioco, condivisione di valori e di fede. Tutto questo anche e soprattutto grazie alla preziosissima e impagabile presenza di don Michele e don Francesco che, in momenti diversi, ci hanno accompagnato e hanno segnato la nostra permanenza in modo non invadente ma decisivo. Siamo convinti che da questa attenzione alla pastorale delle famiglie passi il futuro della nostra comunità parrocchiale: come proseguire quest’esperienza? La carne al fuoco è tanta, c’è bisogno di fare discernimento e di inserire scelte mirate in un progetto più ampio, non vi sono quindi ricette facili. Nel frattempo godiamo di questi frutti, non sedendoci ma iniziando, da lunedì, a proporre ad altri il campo e a renderci protagonisti nella vita della parrocchia!

Nicola Martucci