Diario della GMG – 31 luglio

Giornata Mondiale della Gioventù – Cracovia 2016. 31 luglio.

Alle 6 in punto dagli altoparlanti esce una insopportabile nenia. È la sveglia: fugit irrpearabile tempus. Pigramente e lentamente le centinaia di migliaia di giovani che hanno ricoperto la spianata del Campus Misericordiae si risvegliano e il popolo di Cracovia ricomincia ad animarsi. Si mangia qualcosa (tutt’altro che le ricche colazioni nelle case di Borzecin; tutt’altro che un bramato caffè…), si fa la coda ai bagni, si sistemano materassini e sacchi a pelo, mentre gracchiano avvisi plurilingue sulla giornata calda e afosa che ci attende, raccomandando acqua e berretti. Si prega anche insieme con le Lodi. Dal palco, in polacco; noi un po’ dopo, in cerchio sfruttando un momento di silenzio tra gli animatissimi canti degli altoparlanti.

Arrivano presto le 9, quando il Papa, con la famosa papamobile, anche oggi scortatissima, arriva e comincia a girare tra i settori a salutare. Ormai è ora della Messa. Qualcuno s’appressa già alle uscite. È una celebrazione solenne. Il Papa aiuta a cogliere la grandezza del mistero anche solo con il modo di celebrare. Forse l’animazione non è proprio la più adatta al linguaggio giovanile: il latino, canti polifonici, canti gregoriani e bizantino slavi… Ma non ci siamo solo noi italiani, e forse molti sono più aiutati così. Non importa. Quel che importa è la Parola e il Sacramento. Il Papa ci aiuta ad immedesimarci in Zaccheo e a riconoscere gli ostacoli alla nostra fede: la bassa statura (considerarsi piccoli e inadeguati), la vergogna paralizzante e la folla mormorante. Il Signore invita invece ad andare oltre le paure e i difetti, ad andare oltre la superficie e l’apparire. A fidarsi di Dio, che incontriamo in Gesù Cristo, quel Gesù che ci nutre proprio lì, e ci unisce proprio lì, facendo di tutti noi un corpo solo e un’anima sola. Tutti abbiamo in mano un drappo bianco, mentre professiamo la nostra fede. Il sentore, in questa GMG è proprio di una esperienza di fede più forte, di necessità di radicamento in Cristo nei tempi tempestosi che stiamo vivendo. Una GMG vibrante di gioia, ma anche di serietà  e profondità nell’aderire al Signore della storia, abbandonando il quale non succedono che disastri nel mondo.

La Messa continua in grande raccoglimento, appena disturbato da chi s’allontana prima per evitare code. Al termine, l’annuncio del luogo della prossima GMG: Panama 2019. Ci andremo?

Per tornare al pullman ci vogliono un paio d’ore di cammino. E per tornare in in Italia altre diciotto di pullman. Passano veloci. Ora è il tempo di riposare un poco, ma soprattutto il tempo per condividere il dono di questa esperienza. Su una altro ‘campus misericordiae’: il campo della nostra vita quotidiana.