Assemblea di verifica pastorale

Verifica pastorale – 4 giugno 2016

Preghiera iniziale: invocazione allo Spirito

Introduzione del Parroco

Lc 7,11-17

Ci sentiamo come la vedova con l’unico figlio morto: radicalmente bisognosi di salvezza. O chiediamo il dono di sentirci tali…

Ci sentiamo grati perché Gesù passa, vede e ha compassione di noi.

Ci sentiamo come Gesù: in questo nostro pomeriggio vogliamo metterci nel suo sguardo e nel suo cuore. La domanda di fondo nelle relazioni, nelle riflessioni, nelle ipotesi che faremo è: Spirito di Gesù, come vedi la nostra storia? Spirito di Gesù, cosa provi per la nostra storia, le nostre persone, la nostra comunità?

A pochi mesi dall’inizio dei servizio in questa comunità, vivo stati d’animo apparentemente, ma, a pensarci bene, naturalmente contrastanti.

Mi pare di esser sempre stato qui. E ne gioisco. E ringrazio, per l‘accoglienza, la collaborazione, la sintonia, la passione comune, specie con quelli con i quali ci sono state più occasioni di lavoro insieme, per la ‘abitudine’ di molti a farsi carico delle cose nei vari ambiti della vita pastorale… non è una parrocchia ‘clericale’.

Mi pare di sentire l’urgenza di fare del sinodo, della strada insieme: è camminando insieme che si diventa amici (lo stile di Gesù…). Lo credo per me. Lo credo per tutta la comunità. Abbiamo molta strada da fare. Insieme. La bellezza della fraternità va assolutamente allargata, coltivata. C’è un bel fermento. Dobbiamo lievitare molto… vecchi e nuovi parrocchiani, frequentanti e non frequentanti… Sento alla sera come un grido silenzioso che sale magari inconsapevole dai nostri condomini, un grido di unità, di desiderio di fraternità.

Mi pare che siamo amici del Signore. E ne gioisco. Pensando con riconoscenza alla vita di fede di molti, alle tante condivisioni vissute in questi mesi… da prete mi sento un privilegiato, perché è abbastanza facile e frequente la possibilità di parlare delle cose della fede, o meglio della vita alla luce della fede.

Ma mi pare, e mi sento molto preoccupato, che il Signore non lo conosciamo abbastanza, non lo preghiamo abbastanza, che non meditiamo abbastanza la sua parola, che non sostiamo abbastanza in sua compagnia, che non siamo sempre desiderosi di approfondire i misteri della fede.

Mi pare che un po’ siamo missionari. E ne gioisco, pensando soprattutto alla bellezza delle liturgie, che sono missionarie in sè; alla testimonianza (di cui direttamente o indirettamente vengo a conoscenza) di tutti nei propri luoghi di vita;

Mi pare, e ne sono preoccupato, che la fede rimanga una sorta di esperienza superficiale, che non incide sulla vita, non diventa cultura, non ci fa entrare con forza nel dialogo con il mondo (le persone che non credono o credono poco…). Che paura ci dovrebbe fare la tiepidezza (cf. Ap 3,20)!

Viviamo questo pomeriggio con:

La gratitudine nell’umiltà

La consapevolezza della enormità della missione, e insieme della piccolezza del gregge.

La disponibilità rinnovata a comprometterci

– nella relazione personale con il Signore

– nella fraternità

– nella missione/testimonianza della misericordia

 

 

Relazioni dei gruppi parrocchiali

Consiglio pastorale parrocchiale (Monica)

Il Consiglio Pastorale uscente è stato eletto nel 2012 con mandato 2012/2015.

I componenti  di quel Consiglio furono:

Membri eletti dalla comunità: Lucia Zecchi, Valentina Celli, Gloria Ardizzoni, Nicoletta Di Tunno, Mario Fantini, Maria Merlante, Fabrizia Bovi, Patrizio Fergnani, Stefano Cavicchi.

Membri di diritto: Gian Domenica Leprini presidente AC parrocchiale, Pasquale Arenga presidente Anspi e membro del Consiglio Affari Economici, Carmen Carlini per la liturgia, Francesca Cervellati per la catechesi, Giorgio Tacchini per la carità.

Membri di nomina del parroco: Giulia Verri, Monica Caroli, Lolli Lucio, Patrizia Trombetta, Tsopbeng Djoumessi Blaise Patrick.

Fin dall’inizio il Consiglio Pastorale Parrocchiale, sotto la guida del parroco don Emanuele Zappaterra ha impostato la propria azione pastorale su una presenza viva e di largo respiro.

Nel corso dei primi consigli pastorali è stata nominata la Commissione della Fede, costituita da Patrizia Trombetta, Nicola Martucci, Nicoletta Di Tunno e Cristiana Benini. La commissione della fede è stata occasione di supporto e aiuto per facilitare le persone nel proprio cammino di fede.

Quel Consiglio Pastorale Parrocchiale infatti ha iniziato i propri lavori durante l’Anno della Fede, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI con la lettera enciclica “Porta Fidei”.

Nello stesso anno 2012 ha avuto avvio l’esperienza della catechesi familiare in 4 tempi, fortemente voluta da don Emanuele a e da molti dei consiglieri. Questo modello di catechesi era già praticato in altre realtà diocesane. Sul territorio ferrarese si attuava già, pur con alcune differenze, nella Parrocchia di San Benedetto. Si è scelto di rischiare proponendo questa modalità ai catechisti e alle famiglie  sapendo che poteva anche non essere accolta, compresa e accettata da tutti ma con la consapevolezza che fosse necessaria una maggiore condivisione da parte dei genitori rispetto ai percorsi di formazione dei propri figli. Questo percorso ha comunque significato anche un’opportunità di evangelizzazione e di catechesi per gli adulti.

Il consiglio pastorale parrocchiale nel corso di questi cinque anni di mandato ha scandito il cammino della comunità parrocchiale secondo alcuni appunti “forti” indicati nell’agenda pastorale che viene condivisa e programmata durante le riunioni del consiglio stesso.

In occasione della verifica parrocchiale dell’anno pastorale 2012/2013, nel giugno del 2013 è stato somministrato ai parrocchiani un questionario riguardante il rapporto con la parrocchia da parte dei fedeli e sua quali fossero le priorità pastorali per il quinquennio seguente.

In ciascun anno pastorale sono state fissate delle giornate di verifica delle attività svolte e di programmazione per l’anno successivo. A queste giornate sono stati invitati tutti i parrocchiani che volessero partecipare e la partecipazione in linea di massima è stata sufficientemente buona.

Un aspetto che il Consiglio pastorale ha ritenuto fondante è quello della catechesi e della formazione degli adulti, per questo ogni anno sono stati programmati alcune attività indirizzate ai giovani e agli adulti:

la lectio biblica a cadenza mensile;

la settimana degli esercizi spirituali che si  svolge ogni anno durante la quaresima con due turni, uno mattutino e uno serale;

la Giornata della Bibbia durante la quale viene letto interamente un libro della Bibbia.

La catechesi per gli adulti, il martedì mattina

Anche la carità ha avuto da sempre un ruolo fondamentale nella nostra parrocchia. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha avuto a cuore questo aspetto e da alcuni anni ha proposto il pranzo di solidarietà che si tiene in chiesa nelle settimane precedenti il Natale e convivendo il pasto con le persole più povere o che hanno maggiori necessità.

Il consiglio pastorale in questi anni ha avuto modo di intensificare la presenza e il legame della parrocchia stessa on il territorio sul quale insiste. Territorio e quartiere che comprende molteplicità di aspetti e anche di problematiche le più diverse.

Oltre la Festa patronale di Sant’Agostino che si organizza ogni anno a fine agosto, sono stati organizzati incontri e convegni su diverse tematiche molto attuali anche il collaborazione con altre realtà quali ad esempio la Comunità Giovanni XXIII o varie altre associazioni.

L’avvicendarsi dei pastori alla guida della parrocchia, ha reso più saldo il legame tra Consiglio Pastorale e la comunità parrocchiale stessa.

Il 27 settembre 2014 su invito del Consiglio Pastorale l’Arcivescovo Luigi ha incontrato la comunità parrocchiale. E’ stato un incontro ricco di suggestioni e in cui la comunità ha potuto chiedere al proprio pastore indicazioni e chiarimenti più certi rispetto ai cambiamenti che si attendevano. L’arcivescovo successivamente è intervenuto in altre due occasioni, per la cerimonia delle Cresime nel maggio 2015 e durante l’assemblea di verifica il 6 giugno 2015.

Durante l’anno 2014 il consiglio pastorale si è dedicato all’organizzazione del Quarantesimo parrocchiale che è culminato con la Celebrazione di una Messa il 15 dicembre 2014 alla quale hanno partecipato quasi tutti i sacerdoti e i parroci che sono succeduti nella nostra parrocchia, una mostra fotografica con immagini del percorso dei quarant’anni di vita parrocchiale, la realizzazione di un video e un convegno parrocchiale.

Ogni anno il Consiglio Pastorale ha proposto a tutti i fedeli un pellegrinaggio parrocchiale: a conclusione dell’anno pastorale 2012/2013 a Pavia sulla tomba di S.Agostino, durante l’anno pastorale 2013/2014 a Roma e nel maggio 2015 a Torino per l’ostensione della Sacra Sindone e sui luoghi di don Bosco.

Monica. Far parte del CPP è stato importante per me: mi ha aiutato ad approfondire la mia scelta di fede e di appartenenza al Signore.

 

Catechismo (Francesca)

Entrando in Chiesa  e guardando la croce si nota dietro sul muro il percorso fatto quest’anno e cioè un popolo di bambini che hanno camminato; un bel gruppo è partito insieme e un bel gruppo è arrivato a Pentecoste.

Qualcuno è rimasto indietro, qualcuno viaggia in gruppo, qualcuno forse si è perso e qualcun’altro forse è tornato indietro….

Questa immagine riassume l’esperienza del catechismo di questo anno pastorale.

Vorremmo anzitutto chiarire che questa relazione riguarda un aspetto della CATECHESI, cioè il catechismo dei fanciulli, per capirci dalla seconda elementare alla prima media.

Abbiamo camminato insieme con la fiducia di Abramo?

Abbiamo camminato alla presenza di Gesù Risorto?

Sì, noi catechisti abbiamo camminato insieme, insieme ai nostri bambini e insieme ai genitori formatori e alle famiglie, nonostante la fatica di essere fedeli a tutti gli incontri domenicali e non.

Ci siamo formati, abbiamo sperimentato una catechesi sempre attiva ed attenta alle esigenze dei bambini del nostro quartiere e alle loro famiglie.

Forse abbiamo pregato poco….

Ogni domenica abbiamo accolto una ottantina di bambini a catechismo:

una domenica attraverso l’annuncio, dove ogni gruppo ha seguito tematiche specifiche; una domenica  attraverso la presenza di testimoni dove il centro è stata l’esperienza della fede di queste persone; una domenica dedicata alla condivisione dove la parrocchia e la famiglia hanno mostrato lo sforzo di seguire un percorso comune; una domenica con al centro la messa, preparata di volta in volta dai vari gruppi ed animata dagli stessi.

Questa è stata la nostra catechesi familiare e sentire durante la celebrazione delle Cresime un genitore ringraziare per questa esperienza ci sembra un bel segnale e ci invita a continuare su questa linea di catechesi, sempre migliorabile, specie nella partecipazione dei genitori agli incontri guidati dai genitori formatori, che per alcuni gruppi è stata minimale, ma promettente.

Nel mese di maggio abbiamo celebrato i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana e le celebrazioni sono state ben organizzate e vissute bene.

Un bel fatto che ci piace raccontare è stata la presenza di un fotografo che ha sì fatto fotografie durante i sacramenti ma l’ha fatto CANTANDO e questo merita un bel “Alleluia al Signore!”

Un aspetto da migliorare sta a nostro parere nell’attenzione ai poveri: i bambini non portano a messa le famose sportine, non è ancora passata questa iniziativa e su questo aspetto dovremmo riflettere, anche perché diventa un’esigenza sempre più pregnante la raccolta di viveri e TUTTI dobbiamo pensare a come fare, occorre proprio prenderci cura di questo problema.

La catechesi parrocchiale è tanto altro.

Sarebbe bello ripensare alla formazione della Commissione della Catechesi o ad un altro gruppo per meglio coordinare tutta l’azione catechetica della nostra comunità.

 

ACR (Checco)

Partecipanti: media 10, tutti 15, età 11-13;

Cammino svolto: abbiamo seguito alcuni moduli della traccia dell’ACR nazionale “Viaggiando verso Te”, con momenti di convivialità, incontri di testimonianza, uscite e gite insieme; e due ritiri (a Pasqua e uno finale);

Educatori: Sara Bonora; Elena Sacchetto, Valentina Celli, Giorgia Balboni, Vittori Curci, Francesco Tabanelli con il coordinamento di don Michele (per la prima parte dell’anno) e di don Francesco (per la seconda parte); aiuto di padre Tiziano.

Obiettivi raggiunti, punti di forza:

C’è stata ottima coesione dell’equipe educativa; buona capacità di organizzazione; bella compartecipazione tra le due comunità parrocchiali;

I ragazzi che hanno partecipato più frequentemente agli incontri hanno sviluppato alla fine dell’anno un legame abbastanza buono di amicizia e una buona capacità di gestire le relazioni interpersonali; momenti significativi a questo proposito sono stati gli incontri dei compiti pomeridiani aggiuntivi all’incontro settimanale;

Sono stati particolarmente significativi: l’incontro con il testimone afghano che ci ha raccontato la sua storia, un’uscita per un gelato alla coop e il pomeriggio di gioco alla fine dell’anno organizzato per i cresimandi (anche se la partecipazione degli stessi è stata scarsa).

Criticità, punti deboli:

Trovare un giorno e un orario condiviso;

La scarsa capacità di ascoltare, le difficoltà ad integrarsi a vicenda e concepirsi come gruppo hanno causato nella prima parte dell’anno difficoltà di gestione dell’incontro settimanale; a causa di questo c’è stato il progressivo allontanamento di alcuni dei ragazzi più esterni al nucleo centrale del gruppo, in particolare della componente femminile;

Molti momenti liberi durante l’incontro pensati come gioco libero sono risultati dispersivi e poco utili alla condivisione;

Da gennaio in poi la riduzione del numero dei ragazzi ha causato una nostra demotivazione e la difficoltà a programmare attività/giochi adeguati;

All’inizio dell’anno abbiamo trovato alcune difficoltà nella gestione del rapporto con alcuni genitori.

Obiettivi a medio termine, prospettive:

La collaborazione tra le parrocchie deve continuare; è necessario coinvolgere con entusiasmo i cresimati delle due parrocchie nel percorso dell’ACR: entrambe le parrocchie dovrebbero avere questa come priorità!

Continuare a proporre un momento fuori dall’incontro settimanale al fine di valorizzare la coesione del gruppo e di occupare gli spazi della parrocchia, maturando l’identità comunitaria dei ragazzi.

 

Gruppo Giovanissimi (Francesca, Irene, Francesco Giorgio – legge Martu)

Il gruppo giovanissimi di quest’anno è composto da circa una ventina di ragazzi dai 15 ai 17 anni (seconda e terza superiore) e di questi, circa una quindicina hanno regolarmente frequentato gli incontri che si tenevano il martedì sera alle 20:30. Gli educatori di questo gruppo si sono quest’anno rinnovati. I ragazzi dopo anni e anni trascorsi con la solita equipe hanno potuto fare un cammino con Francesca, Irene, Francesco e Giorgio aiutati da Don Michele (quando possibile) e più spesso da Don Francesco. Per loro, abituati in un certo modo, non è stato inizialmente facile adattarsi a nuove facce (seppure conosciute) ma è bastato poco per entrare nel vivo del gruppo e conoscersi meglio. Il primo periodo è stato di rodaggio: sia con i ragazzi, che non tutti conoscevamo, sia per noi educatori che abbiamo come si dice, proceduto per tentativi ed errori, nel primo mese, prima di azzeccare un percorso che fosse su misura per i ragazzi. Non sono state assenti critiche da parte loro nei nostri confronti, in particolare riguardo alle modalità che avevamo scelto per trattare alcuni temi (peraltro chiesti espressamente da loro) tra cui gli attentati del 13 novembre a Parigi e il grande tema dei diritti di LGBT.  Cammin facendo, trattando questi argomenti ci siamo resi conto che si, stavamo accontentando il loro desiderio di trattare questi temi, ma d’altro canto desiderio nostro, in quando educatori, era quello di non lasciare che questi argomenti fossero fini a se stessi, ma che fossero letti alla luce del vangelo ricordandoci la nostra identità cristiana, o meglio, imparando a riconoscerci cristiani anche in questa vicende di attualità e nelle nostre scelte. Ma è proprio a questo punto che ci sono state mosse delle critiche, come quella di aver inserito “troppo Dio” nei nostri discorsi. Abbiamo quindi capito che nonostante tutto dovevamo aggiustare il tiro e forse partire da un po’ più indietro. Abbiamo quindi, insieme a Don Michele incominciato ad utilizzare il sussidio dell’AC dove abbiamo trovato spunti per continuare il nostro cammino. Ed ecco che abbiamo incominciato a concentrarci sul tema della Bellezza. Iniziando da noi stessi, dal bello che vediamo in noi, allontanandoci sempre di più da questo centro ed allargandoci alla nostra famiglia, fino ad apprezzare il bello di essere e di fare comunità. Questo percorso ha funzionato molto meglio. Abbiamo approfittato della presenza di Andrea Fergnani alla “Casona”, per farci ospitare durante il ritiro di Natale dove abbiamo conosciuto i ragazzi che vivono la che si sono aperti raccontandoci le loro storie drammatiche, abbiamo apprezzato il bello della famiglia grazie a Giorgio Tacchini e alla sua esperienza a Viale K e il bello della comunità grazie alle sempre preziose testimonianze di Mario, Isabella e Lena. Il gruppo ha funzionato anche perchè abbiamo spesso intervallato gli incontri a momenti di condivisione e svago come le pizzate, il bowling o il ritiro di Pasqua presso la parrocchia di Porotto, dove i momenti di divertimento e di confronto non sono certo mancati. Sempre parlando di “Bello”, è stato tale accogliere nel gruppo Nabil, un ragazzo con sindrome di down per non parlare di tutti i nuovi ragazzi che si sono aggregati al gruppo da quest’anno (Chiara, Andrea, Iara, Eleonora…). Durante l’ultimo mese e mezzo circa il gruppo invece si è concentrato nella preparazione alle attività estive. Fin dall’inizio dell’anno, noi educatori, insieme a Don Michele abbiamo scelto di far fare ai ragazzi un percorso di formazione in preparazione alle attività estive. Oltre al già conosciuto corso Animatori di Sambe, abbiamo proposto a tutti coloro che volevano partecipare come Animatori alle attività estive, qualche incontro Motivazionale dove ci siamo interrogati sul perchè vogliamo essere Animatori e sullo spirito che ci guida. A tal proposito un gruppetto di 5-6 ragazzi ha partecipato al MeetingGrest a Padova organizzato da Oragiovane dove è stato bello conoscere tanti altri giovanissimi e apprendere tecniche di animazione e giochi da riproporre ai bambini. L’ultimo mese il gruppo è scemato per lasciar posto al corso animatori di San Benedetto e per la preparazione di Grest e Campo. I ragazzi si sono messi in gioco in prima persona, con la carica che li contraddistingue e sicuramente con la voglia di mettersi in gioco al 100%. Crediamo che il bilancio sia positivo, nonostante le criticità (che però non mancano mai). Come educatori ci auguriamo che nel loro percorso di crescita personale e nel loro essere prima animatori e poi un giorno a loro volta educatori, conservino sempre la gioia, l’entusiasmo e la bellezza che hanno quando stanno insieme e quando fanno gruppo; che siano sempre accoglienti come lo sono stati con i ragazzi della “Casona” o con Nabil e che magari mettano “un po’ di Dio in più” in tutto questo.

 

Gruppo giovani (Martu)

Dopo il momento di empasse vissuto nel 2014/2015, si è deciso a settembre di ricoagulare attorno ad un’occasione formativa importante tutti i giovani che hanno svolto durante l’anno pastorale in oggetto il servizio come catechisti ed educatori. Ad essi si sono aggiunti altri giovani che non avevano una responsabilità educativa o pastorale ma che comunque erano desiderosi di partecipare. Complessivamente sono state invitate 25-30 persone. Non tutte hanno risposto e la media dei partecipanti per incontro era di circa 15 persone, che spesso cambiavano sensibilmente da una riunione all’altra. Questo è il primo dato da osservare e sottolineare. Si è deciso di tenere una cadenza di circa due incontri al mese. Purtroppo il calendario è stato deciso tardi, a impegni già assunti dalle persone e così più di una volta ci siamo trovati a fronteggiare coincidenze problematiche per la partecipazione di diverse persone. Questa frammentarietà si è fatta sentire dal punto di vista dell’amalgama del gruppo e della libertà di condividere le proprie idee in gruppo, almento per la prima parte dell’anno. Occorre pianificare con più tempismo il cammino, fornendo quanto prima un calendario preciso e articolato ma contemporaneamente va richiamata nei ragazzi l’importanza di questo momento, lo stimolo grande ad esserci, il valore dell’impegno che almeno deve avere uguale dignità rispetto a quelli sportivi, musicali ecc.

Dal punto di vista del contenuto si è scelto di affrontare il grande tema dell’antropologia cristiana utilizzando alcune direttrici fondamentali quali la relazione dell’umano con Dio, con se stesso, con gli altri, con il creato. Questi temi hanno riscontrato grande interesse da parte dei giovani e consideriamo quindi un successo tale scelta. Anche sul piano prettamente metodologico l’orientamento è stato quello di lavorare nel solco della narrazione biblica, evitando il confronto con testi magisteriali come il CCC, questo non per delegittimare il catechismo ma semplicemente per permettere ai giovani di prendere ancor più confidenza con la Parola di Dio e per fornire quanti più strumenti possibili per leggere tale Parola all’interno della propria vita.  L’ intero percorso si è snodato fra le righe di Gen 1-3. Tale sezione è stata affrontata cercando di fornire momenti di esegesi e di commento al brano in oggetto adeguati e rilanciando in seguito provocazioni che potevano servire sia per un confronto immediato, sia per continuare il lavoro a casa. Anche la metodolgia, per quanto faticosa, ci pare sia stata  apprezzata e vada quindi mantenuta, migliorandola laddove possibile.

Sugli obbiettivi del Piano pastorale:

Vorremmo imparare a cogliere la presenza del Signore risorto nella nostra storia personale e comunitaria

Si può affermare tranquillamente che ogni situazione di lettura della Bibbia nella vita dei partecipanti abbia dato come risultato la percezione di questa presenza, talvolta più esplicita, spesso più velata ma fondamentale in egual misura.

Vorremmo vivere l’attenzione alle tematiche dell’attualità e alle sfide culturali.

Questa attenzione è stata sicuramente viva: ricordiamo la partecipazione all’incontro con il sacerdote iracheno che è venuto in parrocchia per parlarci della situazione del suo paese.

Vorremmo vivere sempre meglio la Messa, la meditazione della Parola, l’adorazione eucaristica, il legame con la Madre di Dio.

Da rafforzare indubbiamente il legame fra alcuni dei membri del gruppo e            l’assemblea domenicale; ogni incontro svolto di giovedì ha avuto al suo interno un momento di silenzio e meditazione svoltosi durante l’adorazione eucaristica parrocchiale: ciò ha contribuito a prendere confidenza con questa importante forma di preghiera, a far sì che il gruppo si incontrasse con altri parrocchiani dando senso comunitario al momento e, soprattutto, ha reso        quel momento di aggancio fra annuncio e lettura della vita dal punto di vista         spirituale ancorato in modo ancora più forte alla presenza del Signore Gesù.

Vorremmo dare forma all’esperienza dell’oratorio parrocchiale per tutte le fasce d’età

Questa attenzione ci richiama l’idea della formazione e del servizio come esperienza. Non si può avvertire il proprio essere parte della comunità ecclesiale senza esservi immersi…l’oratorio è un ambito che ci richiama idealmente al sentirci chiamati e provocati  dalla vita di fede che è quella          dimensione che ci rende attenti e partecipi ad ogni momento della vita della parrocchia e della diocesi, anche solo a livello ideale, di ricordo, di preghiera. Essere orientati verso…su questo abbiamo da lavorare.

Attenzioni da sviluppare: maggiore regolarità del cammino, cura dell’autoformazione, maggiore corresponsabilità nel preparare gli incontri, crescita nell’attenzione della vita diocesana.

p.s.  Riguardo alla commissione della fede, nata nel 2012 in seguito all’indizione dello stesso anno della fede, essa voleva essere un “pensatoio” utile alle sfide pastorali della parrocchia, un luogo dove, attraverso lo studio e il confronto, i grandi snodi della nostra epoca e del nostro territorio dovevano provocare la ricerca teologica e fornire strumenti al consiglio pastorale e alle varie commissioni per programmare ed eseguire itinerari adeguati. Di fatto non ha mai preso piede per diverse cause. È una sfida ardita e di lungo periodo. Ma allo stesso tempo affascinante e di grande respiro. Se si vuole riprovare, io do la mia disponibilità.

 

CATECHESI PER I PIU’ PICCOLI DELLA NOSTRA COMUNITA’ E LE LORO FAMIGLIE (Bicia)

Questo gruppo, rivolto a bambini fino a sei anni e alle loro famiglie, nasce l’anno scorso in forma sperimentale. L’entusiasmo e la partecipazione che hanno caratterizzato questo primo tentativo ci hanno motivato e incoraggiato a proporre un vero percorso di catechesi, pensato, strutturato e calendarizzato nell’agenda parrocchiale.

Il piccolo gruppo di lavoro che ha seguito la preparazione e lo svolgimento degli incontri è composto da Bovi Fabrizia, Minia Nicoletta e Rivaroli Monica, che periodicamente si sono incontrate con il parroco, cercando di maturare ed esercitare anche in questa piccola esperienza lo stile del discernimento comunitario.

L’annuncio forte che abbiamo voluto fare ai bambini e alle loro famiglie è stato: conosciamo e accogliamo l’amore grande di Gesù. Per farlo abbiamo provato a scoprire ciò che nel nostro corpo ci aiuta a incontrare e donare l’amore di Gesù: il cuore, i piedi, le mani, le orecchie.

Un modo, questo, per tradurre nell’esperienza concreta di bambini molto piccoli, l’invito del programma pastorale a “cogliere la presenza del Signore risorto nella nostra storia personale e comunitaria”.

Gli incontri si sono svolti secondo uno schema quasi sempre uguale:

inizio sempre tutti insieme, bambini e genitori (a volte anche nonni) con un canto;

annuncio del tema partendo da un brano biblico presentato attraverso una piccola drammatizzazione;

a questo punto i genitori continuavano in un’altra stanza con un momento di confronto tra loro mentre i bambini sviluppavano il tema di quella giornata attraverso giochi e la costruzione di un oggetto da portare a casa e che potesse ricordare l’esperienza fatta;

ritrovo tutti insieme e cena insieme.

Durante il percorso si sono aggiunte altre famiglie, anche straniere, in un clima di vera accoglienza e condivisione, partendo da vissuti diversi ma con il desiderio di fare un tratto di strada insieme.

Per provare ad offrire a tutti “ percorsi adeguati di formazione: a chi comincia ora a conoscere il Signore, a chi da tempo ha camminato, a chi magari ha lontani ricordi catechistici e si riaffaccia al “sinodo” della comunità”.

Crediamo sia un’esperienza da consolidare e migliorare nella convinzione che “ il cammino formativo va proposto a tutte le fasce di età che va data attenzione anche alla formazione delle famiglie e allo scambio di esperienze tra famiglie più giovani e quelle più navigate”.

Vorremmo, per l’anno prossimo, mettere in calendario un momento conclusivo magari da condividere con il resto della comunità. Trovare il modo di far vivere, anche ai più piccoli e alle loro famiglie, alcuni momenti durante la messa domenicale in cui si sentano protagonisti e accolti, in virtù del “principio di convocazione personale: tendere a far sentire a tutti l’accoglienza di Dio che passa nella testimonianza dei cristiani. Ognuno, nel Popolo di Dio, è unico, originale e irripetibile.

Quanto agli incontri dei genitori (coordinati dal parroco o da Nicola Martucci), si è vissuto sempre un confronto sereno e vivace, su temi analoghi a quelli trattati con i bambini, È stata apprezzata la possibilità di questa piccola occasione formativa nel dialogo, che pare da confermare nel prossimo anno pastorale.

 

Lectio divina (Feddy)

L’esperienza è nata per trovare un momento di incontro per gli adulti ‘in quanto tali’ (non solo le coppie di sposi). Si è scelta una cadenza quindicinale. E si è scelta la lectio anche per permettere a quelli che non potevano esser sempre presenti di vivere incontri interessanti.

Si è formato un gruppo abbastanza stabile di una quindicina di persone.

Abbiamo meditato il ciclo di Abramo e poi il Vangelo secondo Luca.

È parso che come formula sia abbastanza indovinata ed accessibile. Una esperienza da continuare, con eventuali miglioramenti.

Utile il fatto che gli appunti della condivisione della lectio venivano poi messi in rete e pubblicati sul f.p.

Commissione liturgica (Carmen)

Ogni comunità ha bisogno di un luogo dove riunirsi, incontrarsi e celebrare.

Il luogo è importante. Il nostro “luogo dell’incontro” è curato nella pulizia con fedeltà ogni settimana, il venerdì, da alcune donne: Anna, Giovanna, Pia, Carmen, Anita, Giuliana. Vi è la necessità di un aiuto maggiore.

Il materiale per la pulizia, i fiori, i piccoli arredi ed ogni cosa che serve al culto liturgico è acquistato con le entrate della vendita di torte la prima domenica del mese. Quest’anno abbiamo raccolto 560 € e speso 335 €.

Il “luogo dell’incontro” rivela la presenza costante di Cristo “Agnello di Dio” nel tabernacolo. Un tabernacolo che si è aperto ogni giovedì per l’adorazione eucaristica. Inizia con la lectio divina del vangelo domenicale; se all’inizio vi è stata una buona presenza di adulti (una ventina), con il tempo è diminuita (meno di 10 persone). L’adorazione poi proseguiva dopo la messa fino alle 22. Si parla di un paio di persone presente fino a quell’ora. Si segnala l’assenza pressoché totale dei giovani. Per l’estate come si desidera procedere?

Nel “luogo dell’incontro Lui si rende presente in mezzo a noi”. Ogni domenica l’altare diventa tavola, mensa, cena. Le nostre Messe festive seguono questi orari: ore 18.30, 8 e 11. L’affluenza nella prima non va oltre le 100 unità e soprattutto adulti e anziani. Alla messa del mattino si scende a 50/60 presenze sempre solo di adulti; mentre nella messa delle 11 la chiesa si popola di tutte le componenti, famiglie, giovani, anziani. Mentre la messa feriale che inizia con la recita dei vespri, ha una presenza di 15 persone.

I lettori sono ancora scelti alcuni minuti prima dell’inizio delle Messe.

La presenza del diacono don Elvice ha favorito la formazione dei chierichetti (ogni 15 giorni). Lo ringraziamo e a Dio piacendo in agosto riceverà  l’ordine del presbiterato nel suo paese. (raccolta di una busta!!!)

Il canto nelle nostre Messe è corale di tutta l’assemblea.

Leggiamo poi oltre il resoconto preparato dal gruppo “Coro Rosaria”.

La novità della proiezione dei canti sul muro… sembra azzeccata, qualche anziano vorrebbe un carattere più grande. Inoltre continuiamo a segnalare un difetto di acustica al centro della chiesa.

Abbiamo ulteriormente migliorato il momento dell’offertorio, raccogliendo prima le offerte e i doni durante il canto, successivamente si porta il pane e il vino e le offerte raccolte. Ad ogni messa abbiamo raccolto i generi alimentari (non solo la domenica di solidarietà). Segnaliamo che mentre alle 11 l’offertorio è ricco, alle altre messe pare non vi sia l’abitudine di portare generi alimentari, forse bisognerebbe richiamarlo spesso per educare tutti i cristiani che partecipano. Durante la quaresima  c’è stata una buona risposta di solidarietà anche per una buona coordinazione con la commissione della catechesi, che è riuscita a coinvolgere le famiglie dei bambini del catechismo.

Guardando all’anno liturgico nell’AGENDA, vogliamo ricordare:

Domenica 18 ottobre  è un momento molto importante per l’ingresso di don Michele e don Francesco con la presenza del vescovo Luigi. A loro viene consegnata la comunità parrocchiale.

Il sabato precedente il nostro parrocchiano Massimiliano Chioppa riceve il ministero dell’accolitato.

L’8 novembre la visita della parrocchia di Santa Francesca Romana e domenica 22 maggio abbiamo ricambiato la visita. Momento di grande gioia e fraternità. Da continuare.

Il 15 dicembre abbiamo ricordato l’anniversario della dedicazione  della chiesa.

La domenica antecedente il natale abbiamo festeggiato il natale di fraternità; dopo la celebrazione eucaristica si sono preparati i tavoli per il pranzo. La presenza di circa 200 persone, anche di altre religioni, è un esperienza da ripetere e da estendere coinvolgendo maggiormente le persone povere. La preparazione è stata corale, di adulti e giovani.

La novena di natale e il “triduo” pasquale per i bambini del catechismo quest’anno è stato sottotono come presenza, forse una comunicazione non incisiva!!?

La veglia di natale ha richiamato la bolla papale sull’anno della misericordia ed ha utilizzato il mezzo delle immagini proiettate sul muro.

Con la quaresima abbiamo utilizzato l’immagine di una strada e ad ogni settimana abbiamo consegnato un cartoncino come strumento di riflessione e preghiera per la  settimana, che ci ha accompagnato anche nelle domeniche di pasqua fino a Pentecoste.

Gli Esercizi Spirituali che vengono predicati ogni anno la prima settimana di quaresima;  quest’anno son stati tenuti da padre Tiziano rogazionista, parroco del Corpus Domini. Il tema: “Misericordiosi come il Padre”. Da anni, la partecipazione del mattino si è consolidata con la presenza di 20/25 adulti e alcuni giovani, molto scarsa invece è stata la presenza di sera.

La novità di quest’anno è stata la “registrazione” delle riflessioni del predicatore da parte di don Michele che in tempo reale le metteva sul sito parrocchiale.

Ogni venerdì sera si è celebrata la Via Crucis con un piccolo gruppetto di donne. Da segnalare il venerdì in cui sono state proiettate immagini della Sindone; di grande effetto.

La settimana santa è il fulcro di ogni nostro agire liturgico. Segnaliamo la sempre partecipata Via Crucis nel quartiere che coinvolge tutti, piccoli e adulti, anziani e giovani e malati in carrozzella. La lettura del vangelo secondo Giovanni ha sostituito le riflessioni, consentendo maggior raccoglimento e amplificando l’esame di coscienza con la confessione.

La giornata della bibbia il 10 aprile con la lettura dl libro dell’Apocalisse al pomeriggio. Un buon coinvolgimento con la catechesi con i disegni fatti dai bambini.

I Sacramenti.  Alla prima Confessione, un sabato pomeriggio hanno partecipato una ventina  di bambini; la vigilia di Pentecoste abbiamo cresimato altrettanti ragazzi: e’ intervenuto il neo vicario generale don Massimo Manservigi. La Comunione celebrata la domenica di Pentecoste con una ventina di bambini.

Su ogni giornata è brillato il sole.

Maggio è animato dal rosario in chiesa prima della messa vespertina e in alcuni parchi del quartiere. Esperienza che vogliamo dilatare e migliorare, anche perché ancora quest’anno non vi è stato un coinvolgimento significativo.

Alla Residenza Caterina, l’animazione liturgica è affidata a Lia che coordina alcune donne… Alla messa di Natale e del Giovedì santo vi è stata una timida  partecipazione di alcuni giovani e giovanissimi per il canto.

Bene l’esperienza della benedizione nei condomini: un fermento da coltivare.

Funerali: di fatto ci sono funerali di serie A e funerali di serie B… dovremo pensare come risolvere la cosa

 

Gruppo coro-chitarre (Nicoletta)

I turni delle chitarre stanno andando bene. Al momento ci sono sei chitarre che “coprono” senza grossi problemi, le principali celebrazioni. Resta esclusa la messa prefestiva.

La partecipazione alle prove dei canti è calata notevolmente, ma gli incontri mensili del Coro Rosaria si sono svolti con continuità, anche se spesso con pochissimi partecipanti.

Si sente la necessità di un maggiore coordinamento con il Gruppo Liturgico, soprattutto per curare la scelta dei canti e per valutare le proposte di canti nuovi.

E’ pratico e coinvolgente che i canti siano proiettati sul muro, ma è impegnativo il fatto che si debbano scegliere in anticipo. Spesso l’incarico ricade su un’unica persona (Pasquale), che cerca di raccordarsi con il Gruppo Chitarre via WhatsApp.

Il gruppo dei piccoli per chitarra e canto, al sabato pomeriggio, è andato bene. Quest’anno i periodi proposti sono stati due: da ottobre a dicembre e da febbraio ad aprile. C’è stato un aumento dei partecipanti (tra questi anche tre ragazzini dell’ACR). Speriamo di poter proseguire se verrà confermata la disponibilità di almeno due persone che se ne occupino.

Morena desidera esprimere inoltre alcune sue proposte:

– iniziare gli incontri con una preghiera o un canto allo Spirito Santo.

– per la scelta dei canti liturgici, cercare di decidere in una volta sola per tutte le domeniche del mese, nel giorno delle prove mensili.

Si accolgono anche altre proposte per ovviare alla scelta dei canti fatta da una persona, anziché assieme.

 

Gruppo del Rosario «Regina degli Apostoli» per il catechismo degli adulti (Angela)

Il gruppo, costituito attualmente da trenta persone, s’incontra il primo martedì del mese dalle 9 alle 10. Il gruppo del Rosario Meditato “Regina degli Apostoli” è un gruppo di preghiera incentrato sul Rosario e di catechismo per gli adulti. Il Rosario, definito “Bibbia dei poveri”, offre in sintesi la conoscenza della vita di Cristo, aiuta a stare con Gesù, favorendo, soprattutto se meditato, l’incontro personale con il Signore: l’evento fondamentale della vita di un cristiano.

Tutta l’attività catechetica, svolta all’interno del gruppo, inizia sempre con l’invocazione allo Spirito Santo, affinché susciti una formazione permanente, con finalità esperienziale più che dottrinale. Il catechismo degli adulti ha, come specifica finalità, quella di illustrare la Storia della Salvezza, vista nella sua globalità: inizio, fine e tappe più significative. Proprio perché è incentrato sulla Storia della Salvezza, il catechismo per gli adulti è rigorosamente biblico. È catechismo trinitario perché, sebbene sia preminente l’intervento ora del Creatore ora del Redentore ora del Santificatore, ogni intervento divino è opera della SS. Trinità; è catechismo mariano perché Maria di Nazareth è stata scelta come cooperatrice della Salvezza, in quanto Madre del Salvatore; è catechismo vocazionale perché ogni essere umano, venendo da Dio, deve rispondere, in virtù del Battesimo, alla sua chiamata. La conoscenza della Storia della Salvezza, che è la nostra storia, perché lì ci sono le nostre radici, costituisce l’ABC del catechismo. Infatti, aiuta a capire da dove veniamo, dove andiamo e qual è lo scopo della nostra esistenza; suscita il senso di appartenenza a questa bellissima Storia d’amore di Dio per l’uomo; conferma la nostra identità di figli di Dio.

Nell’anno in corso si approfondiscono, come sempre, i Misteri della Gioia, della Luce, del Dolore, della Gloria attraverso il Rosario Meditato, memori di quanto ha detto Giovanni Paolo II: “Il Rosario senza la meditazione è come un corpo senz’anima”.

La grazia particolare dell’Anno Giubilare della Misericordia fa sì che i Misteri della vita del Signore Gesù siano approfonditi soprattutto in rapporto alla sua misericordia e contemplati con gli occhi della Vergine Maria, Madre della Misericordia.

Per mettere a fuoco la misericordia, che è l’attributo più grande di Dio, si è scelto di illustrare, ogni mese, il Giubileo nei suoi aspetti fondamentali: in particolare il Sacramento della Riconciliazione, tenuto conto che questo è l’Anno del Perdono.

Il 5 aprile il gruppo, precedentemente preparato mediante un opuscolo, si è recato in Duomo assieme ad altri parrocchiani, guidati da don Michele, che ha illustrato il pellegrinaggio giubilare.

È stata un’esperienza ecclesiale di grande impatto spirituale, vissuta in spirito di unità fraterna e molto stimolante sul piano formativo, soprattutto per l’illustrazione della facciata della Cattedrale, fatta da don Michele.

Per parte sua, il gruppo si è impegnato a condividere con i parrocchiani la necessità di valorizzare tutti gli stimoli che il Giubileo suscita, perché non si debba, alla sua conclusione nel mese di novembre, tristemente constatare che è come che non ci fosse stato.

Alcuni membri del gruppo hanno autonomamente provveduto, nel mese di maggio, all’animazione del Rosario delle ore 18 in chiesa.

 

Pastorale Vocazionale (Morena Malossi Stasi)

Le persone che quest’anno sono impegnate nel promuovere la pastorale vocazionale all’interno della parrocchia, oltre alla sottoscritta, sono Celeste e Margherita.

Anche quest’anno abbiamo curato l’animazione liturgica della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, celebrata il 17 aprile, con la registrazione di una bella testimonianza di una monaca di clausura e di una postulante delle Clarisse. Il tema della giornata per le vocazioni, “Ricchi di Grazie”, unita alle testimonianze, ci ha fatto comprendere che la vocazione è una chiamata che, se accolta, trasforma la vita, perché porta all’incontro con Gesù che la rende ricca di Grazia e di rendimento di grazie. Con l’inizio del prossimo anno pastorale, vorremmo poter mettere al centro la vocazione, portando la nostra testimonianza dell’incontro con Gesù nella nostra vita e ascoltando le altre testimonianze, all’interno dei vari gruppi parrocchiali.

La Giornata per e con il Seminario celebrata il 24 aprile, con la testimonianza di alcuni seminaristi, ci ha aiutato a comprendere meglio l’importanza della vocazione al sacerdozio ministeriale, senza il quale non possiamo avere la presenza reale di Gesù sempre con noi.

Per questo ci impegniamo ad assicurare loro la nostra preghiera e un’offerta annuale grazie all’impegno generoso e costante di alcuni parrocchiani, come segno della nostra vicinanza. Impegni che cercheremo di estendere a tutta la comunità parrocchiale per sensibilizzare gli animi a sostenere le vocazioni.

Anche Giovanni Paolo II ha sottolineato che una pastorale, se non è vocazionale, non è pastorale, mentre papa Francesco dice: “Tutti i fedeli sono chiamati a rendersi consapevoli del dinamismo ecclesiale della vocazione, perché le comunità di fede possano diventare, sull’esempio della Vergine Maria, seno materno che accoglie il dono dello Spirito Santo (cfr Lc 1,35-38). La maternità della Chiesa si esprime mediante la preghiera perseverante per le vocazioni e con l’azione educativa e di accompagnamento per quanti percepiscono la chiamata di Dio. Lo fa anche mediante un’accurata selezione dei candidati al ministero ordinato e alla vita consacrata. Infine, è madre delle vocazioni nel continuo sostegno di coloro che hanno consacrato la vita al servizio degli altri”.

Vorremmo poi ricordare ancora il “Monastero Invisibile”, realtà di preghiera per coloro che si impegnano a pregare per le vocazioni sacerdotali una mezz’ora della giornata, in un giorno a scelta della settimana, affinché: il Signore mandi operai nella sua messe; il chiamato si renda disponibile e risponda con un “Si”; coloro che già vivono la vocazione di speciale consacrazione abbiano la grazia della perseveranza; per ricordare i consacrati soli, ammalati e defunti.

L’adorazione del giovedì è un altro momento forte nel quale ci impegniamo, altresì, a pregare il Signore affinché continui a suscitare vocazioni sacerdotali. La partecipazione a quest’incontro con Gesù Eucaristia è aiutato dalla lettura del Vangelo della domenica successiva, e da una meditazione di don Michele o don Francesco, che ci introduce nel mistero della Parola e dell’Adorazione. La condivisione finale comunitaria, ci permette di scoprire come il Signore “svela” il suo disegno d’amore su ciascuno, come lo Spirito suggerisce, scoprendo sempre nuove vie e nuovi percorsi per arrivare all’incontro con Lui.

Ringraziamo il Signore per tutte le vocazioni sante che ci ha donato e che ci donerà in quest’Anno Giubilare della Misericordia. Lo preghiamo di “chiamare”, all’interno della nostra comunità parrocchiale, vocati alla vita sacerdotale, religiosa e laica, santi e, per tutti, la perseveranza nella testimonianza di fede e nella preghiera.

 

Commissione Informazione (Patrizia)

La commissione per l’informazione non esiste!

Sotto il titolo informazione parliamo di:

INSIEME, che quest’anno è uscito in dicembre ed aprile in 1500 copie, preparato dalla sottoscritta;

Agenda settimanale curata da don Michele e Pasquale con 130/140 copie;

il Sito parrocchiale: www.parsagostino.it curato da Pasquale e dal reverendissimo signor parroco.

Inoltre la parrocchia è presente su facebook.com che sostanzialmente riprende i contenuti del sito parrocchiale.

INSIEME rimane il giornalino parrocchiale che arriva in casa alla maggior parte della nostra gente. La costanza e la fatica di prepararlo, stamparlo e distribuirlo fa parte di quell’attenzione che sempre dobbiamo mettere per i più lontani dalla tecnologia, pensiamo agli anziani, ai malati. Tra i parrocchiani vi sono anche fratelli e sorelle stranieri, varrebbe la pena mettere qualche pagina nella loro lingua.

Il giornalino arriva nelle case della nostra gente attraverso l’“actio missionaria” di 74 “postini” che sono referenti per il proprio condominio e qualcuno anche di tutta una strada. Li ringraziamo a nome della Trinità.

L’agenda settimanale è stata un successo, soprattutto per la presentazione grafica (colorata), è un buon mezzo per comunicare appuntamenti a breve termine e per proporre riflessioni legate al vangelo della domenica o eventi a seconda del tempo liturgico. Ricordiamo nel periodo quaresimale di commenti di alcune opere di misericordia. L’agenda è uscita ogni settimana per 34 settimane.

La grande novità è sicuramente il sito parrocchiale. Se volete sapere qualcosa della parrocchia dovete visitarlo, io stessa impallidisco scoprendo cose di “casa mia” che ignoravo. Dobbiamo ringraziare il reverendissimo parroco nonché canonico, e anche Pasquale, per l’affezione e dedizione.

A conclusione vorrei citare un amico che parlando di comunicazione diceva: “Compiamo tutto ciò che è necessario per farci conoscere, per comunicare la straordinaria vitalità dell’esperienza ecclesiale, i problemi che accompagnano la nostra vita e la nostra ricerca quotidiana? E’ possibile che il bene non possa mai fare notizia? Perché sui giornali si deve finire soltanto quando si è coinvolti in un’emergenza o in qualche polemica? Certo, non tutto è comunicabile; la vita di fede di una comunità non è vissuta per finire sui giornali, come la sua profondità non si può misurare dall’indice di gradimento o dalla notorietà. (….) per noi una duplice sfida: saper aprirsi, essere recettivi, attenti e disponibili all’interrelazione continua; ma è altrettanto indispensabile essere capaci di chiudere, di far pausa, di ritirarsi, per riflettere su ciò che abbiamo visto, misurarsi, verificare e rigenerarsi, pronti per la prossima apertura e il successivo moto di disponibilità”. (C.M.M. Il lembo del mantello. pg 62ss.)

 

San Vincenzo (Franca)

In questo salone, due lunedì al mese (dalle 15.30 alle 17), è pieno del vociare delle persone che vengono a ritirare la spesa.

I generi alimentari sono sempre meno, e alle persone dobbiamo dare poche cose… come costringendole ad fare il giro delle sette chiese…

San Vincenzo: una ‘evoluzione stabile’. Persone anziane, ma anche alcune giovani che portano le sporte a due famiglie e ne visitano un’altra.

È sempre più difficile visitare le persone: sembrano non gradire.

Il Banco Alimentare negli ultimi tempi passa pochissimi generi alimentari.

Bene la raccolta in chiesa, sia di generi alimentari sia di offerte nella domenica di solidarietà per pagare le bollette. Non riusciamo solitamente a dare più di 50,00 € a ciascuno.

Formazione: una volta al mese, con don Francesco, sulla ‘Laudato si’ di Papa Francesco.

Chi sono i poveri per me? È sufficiente la sportina? Si deve lavorare di più sulla umanità delle persone? Chi lo deve fare? Bisogna avere compassione e misericordia pur nel poco tempo in cui si incontrano queste persone.

Dovremmo lavorare di più sulla inclusione di queste persone: bisogna volergli bene! Che cosa possiamo fare di più?

Vedo l’evidenza del Cristo sofferente. Sono aiutata per da Carmen e da Giorgio che mi danno importanti consigli. Importante l’aiuto di alcune giovani. Bisogna che la S. Vincenzo si allarghi a persone consapevoli! In questo modo non può andare avanti.

Gruppo Incontro (Matilde)

Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, un gruppo di genitori, al termine dell’incontro di catechesi della domenica mattina, ha sentito l’esigenza di confrontarsi su queste tematiche, per approfondire la conoscenza della religione islamica, le ragioni dell’estremismo che porta ad azioni terroristiche così devastanti, in Europa come in tutto il mondo, in modo da combattere la paura e di trasmettere messaggi di speranza anche ai propri figli.

E’ nato così il Gruppo Incontro, grazie anche alla partecipazione di Hassan, un libanese di religione musulmana, residente in Italia ormai da molti anni, perfettamente integrato, sposato ad una ragazza cristiana e padre di due figli. Insieme a lui, abbiamo approfondito alcuni aspetti del Corano, e con don Michele li abbiamo confrontati con la Bibbia, notando  che i due testi sacri hanno molti aspetti in comune. In occasione del pranzo comunitario svolto in chiesa prima di Natale,  Hassan ci ha proposto una riflessione sulla sua esperienza in Libano, paese in cui è possibile una integrazione perfetta fra musulmani e cristiani.

Scopo di questo gruppo è dunque creare occasioni di confronto tra il cristianesimo e l’islam, convinti che il dialogo interreligioso sia l’unica strada possibile per combattere il terrorismo e i tanti pregiudizi che ci dividono.

Abbiamo organizzato finora una serata di riflessione comune su questi temi, a cui hanno partecipato alcune persone della parrocchia, Hassan e altri due suoi amici musulmani. Inoltre, il 16 aprile, un sabato sera, nel salone parrocchiale si è svolta una cena a cui sono state invitate varie famiglie musulmane contattate con biglietto invito al parco davanti alla scuola elementare. L’adesione non è stata elevata, però è un inizio. A questa cena, in cui abbiamo condiviso specialità culinarie di varia provenienza, abbiamo conosciuto Jamila, una signora musulmana, mamma di due bimbi, e altre sue amiche. Parlando insieme a loro, ad Hassan e agli altri invitati, ci siamo resi conto più direttamente che le prime vittime del terrorismo islamico sono proprio i musulmani “moderati”, talora perseguitati in patria e guardati con sospetto o mal tollerati qui da noi. Secondo loro, ed è quello che pensiamo anche noi, l’unico percorso possibile è conoscere direttamente le persone, creare legami, occasioni di incontro per conoscersi meglio, così l’Altro non fa più paura ma diventa stimolo per una nuova apertura mentale e culturale.

Scopo del Gruppo Incontro è cercare di creare questi legami,  partendo dalla realtà umana del nostro quartiere, sperando che questo entusiasmo che abbiamo diventi contagioso e possa espandersi, in futuro, con iniziative sempre più efficaci e condivise.

Per ora stiamo organizzando una cena al tramonto, il 23 giugno, in pieno Ramadan, per condividere insieme la festa dei musulmani a fine giornata, terminato il digiuno.

Durante la festa di S. Agostino ci piacerebbe, inoltre, organizzare La Tenda del Tè, sempre per favorire l’incontro fra persone di religioni differenti.

 

Azione Cattolica parrocchiale (Gian Domenico)

L’Azione Cattolica parrocchiale conta più di 70 aderenti di tutte le fasce di età, numericamente in leggero aumento rispetto allo scorso anno.

Le persone che scelgono di dire il proprio “sì” a questo modo associato di stare nella Chiesa, in moltissimi casi sono impegnate in svariate attività all’interno della comunità parrocchiale (dalla catechesi alla liturgia, dalla formazione alla carità, …) e a volte risulta un po’ complesso aggiungere impegni associativi specifici, che tuttavia sono di fondamentale importanza per alimentare quell’identità e quello stile nel vivere la comunità cristiana, che il Concilio Vaticano II ha voluto con forza sottolineare.

In relazione ai “VORREMMO” definiti nel Piano Pastorale Parrocchiale di inizio anno, gli aderenti di AC si sono spesi su più fronti, sia dal punto di vista personale, sia sul piano associativo. In particolare:

Vorremmo offrire a tutti percorsi adeguati di formazione…

L’impegno formativo ed educativo rientra fra le scelte fondamentali dell’Azione Cattolica e ci si è pertanto impegnati ad animare i gruppi per le diverse fasce di età, dall’ACR (in unione con la vicina parrocchia del Corpus Domini), ai Giovanissimi, ai Giovani. Riguardo ai percorsi dei gruppi giovanili si rimanda ai contributi specifici.

Un po’ più problematico il percorso per gli adulti e per le famiglie. Per questi ambiti da qualche anno si fatica a proporre gruppi di formazione in senso classico e si è puntato su un momento di preghiera e riflessione sulla Sacra Scrittura con il metodo della Lectio divina, a cadenza quindicinale, con la guida di Don Michele. Il percorso di quest’anno, dapprima centrato sulla figura di Abramo e successivamente sul Vangelo di Luca, ha visto la partecipazione di una quindicina di persone, seppur a fasi un po’ alterne.

Vorremmo vivere l’attenzione alle tematiche dell’attualità e alle sfide culturali… lo sviluppo dell’affiancamento famigliare… attenzione alle relazioni con le istituzioni…

Le molte attenzioni del Piano Pastorale Parrocchiale che tendono ad incarnare quella “Chiesa in uscita” così sottolineata da Papa Francesco, hanno trovato concretizzazione nell’attività dell’Azione Cattolica attraverso l’organizzazione del 2° Convegno in memoria di Giuliano Lanzoni, domenica 17 aprile.

“Nuove strade per una comunità accogliente, testimonianze per conoscere il volontariato accogliente e l’affiancamento famigliare”: questa la tematica dell’incontro che ha visto il prezioso contributo delle istituzioni (ASP, Centro Servizi per il Volontariato – Agire Sociale) e di alcune persone della nostra comunità che hanno vissuto e continuano a portare avanti bellissime esperienze di accoglienza ed affiancamento.

Un ulteriore aspetto dell’AC parrocchiale che è importante sottolineare, trasversale rispetto ai “VORREMMO” del Piano Pastorale, è quello della cura delle relazioni. Innanzi tutto con i nostri Sacerdoti, così preziosi ed insostituibili nel percorso di crescita e di formazione delle persone e soprattutto nel rendere presente il Signore nella celebrazione dell’Eucarestia e della Parola, ma anche relazioni con le altre comunità e con gli organismi diocesani, perché la parrocchia non può essere un’isola felice, ed infine relazioni fra le diverse generazioni e le diverse età (unitarietà). Avendo a cuore questo aspetto l’AC può dare un vero contributo alla crescita di tutta la comunità cristiana.

Viale K (Tacchini Giorgio)

Franca ha ragione. Quando si vuole incontrare le persone veramente, dando non solo l’aiuto economico, ma anche un rapporto di umanità e di fede, è più difficile. Ma forse anche i piccoli segnali in questo senso sono importanti.

Funerali: ce ne sono anche di serie C! Basta andare a vedere il cimitero di Mizzana, l’angolo delle sepolture più povere.

Inizio la mia relazione di verifica 2016 con la parola “accoglienza” perché, a mio parere, è un progetto di vita e significa credere nella parola di Dio e significa anche imparare a camminare insieme alla propria comunità parrocchiale nella sua interezza e in tutta uguaglianza.

Per seguire questo cammino è necessario ritrovarsi la domenica,  tutti insieme, davanti al corpo di Cristo. E’ necessario spingere la parrocchia ad uscire tra la gente, domenica 22 maggio, insieme alla parrocchia di Santa Francesca Romana  è stata una stupenda occasione di incontro e condivisione.

Domenica 22 è stata celebrata anche la giornata di ringraziamento per un sogno, finalmente realizzato, dopo 10 anni di fatica e di speranza, la nuova mensa della Rivana.

Durante quest’anno pastorale Viale K ha intrapreso diversi cambiamenti,  abbiamo ormai al nostro attivo una dozzina di strutture organizzate, con ciascuna un operatore responsabile assunto che vive sul posto da solo o con la sua famiglia.

Nella struttura di Copparo sono nate due bambine che presto saranno battezzate.

Casa “Don Cenacchi”, gestita da Silvana Minia, ha bisogno di molteplici manutenzioni e in questo Silvana è bravissima. Per trovare le risorse necessarie scrive libri e racconta storie di vita.

Nei giorni scorsi, inoltre, è stato siglato l’acquisto più importante e più impegnativo che Viale K abbia mai portato avanti. Abbiamo partecipato all’asta presso l’istituto vendite giudiziarie dell’intera struttura dove il dipartimento di Salute Mentale di Ferrara, alcuni anni fa,  assisteva giovani con gravi patologie. La base d’asta era di € 175000 a fronte di una struttura di oltre 800 mq. in zona GAD, parte della città in cui le attività sociali e di aggregazione sono indispensabili. Per tale acquisto Viale K ha dovuto chiedere un mutuo consistente. Nella stessa struttura verrà sperimentato anche a Ferrara, come già in altre città dell’Emilia, l’assistenza di famiglie a basso reddito. Tale progetto denominato “Il Mantello” sarà gestito dal C.S.V..Consiste nel seguire nuclei familiari e insegnare loro, attraverso varie tecniche, a gestire al meglio le proprie risorse.

Presso casa Di Stefano è stata costituita uno soc. agricola denominata “Laudato si” dove sono inpiegati ospiti nella coltivazione di ortaggi. Da queste attività nascono opportunità importanti: lavoro e avviamento al lavoro, per dare a giovani svantaggiati autonomia e responsabilità. Lavorando insieme, questi giovani, imparano ad apprezzarsi per quello che sono e imparano a condividere ciò che fanno e ciò che hanno.

Il mercatino, che nasce da un progetto Hera, per agevolare il riuso degli oggetti dismessi ma ancora idonei per intraprendere una nuova storia, non deve solo contribuire alle spese di gestione della mensa ma deve essere anch’esso una ulteriore opportunità di lavoro. Tengo a precisare inoltre che questa piccola iniziativa commerciale nulla toglierà alle attività caritative proprie di Viale K.

L’appartamento di via Carducci, attualmente, ospita famiglie con bambini ma purtroppo i rapporti umani con gli altri residenti sono ormai compromessi e insanabili, questo comporta la necessità di trovare, in un prossimo futuro, una soluzione diversa.

Durante i miei numerosi anni di presenza nel CPP, ho sempre visto nella nostra parrocchia  capacità e grandi potenzialità, in tutta la sua breve ma intensa storia. Il nostro quartiere, come tanti altri del resto, ha una grande necessità, direi una priorità, non solo fare in modo che la parrocchia sia aperta a tutti, ma cercare, in questo territorio parrocchiale, quei ragazzi lasciati a loro stessi senza alcuna buona indicazione da seguire. Forse, questi giovani, aspettano di essere cercati, chiamati, coinvolti, magari spiegando loro la Parola di Dio con un nuovo linguaggio.

I nostri ragazzi dovrebbero rivolgere come, alcuni hanno già fatto, i loro studi verso indirizzi sociali come vera attività lavorativa. Questo contribuirebbe, in modo determinante a creare una chiesa che faccia da traino alle esigenze autentiche del quartiere Krasnodar.

Maghini

L’esigenza di affiancare i poveri non solo con l’aiuto materiale ma anche umano e spirituale è venuta fuori esplicitamente anche da loro?

Franca

La gente chiede esplicitamente il lavoro!

Tacchini

Non ci sono richieste dirette ed esplicite, ma qualche segnale, quando capita qualche occasione di parlare. Secondo me deve essere un rapporto continuativo nel tempo…

 

ANSPI (Pasquale)

I campi estivi, da sempre, e l’Oratorio estivo, da qualche anno, rappresentano una grande risorsa per la nostra parrocchia, non di certo sotto l’aspetto economico. Pensare di chiudere i battenti dopo i sacramenti e non sfruttare l’occasione della pausa estiva rischia di vanificare tutti gli sforzi che durante l’anno vengono profusi nell’attività pastorale, pertanto, anche nelle difficoltà, si è sempre data la possibilità a chiunque di accedere a tali attività.

Sono in preparazione anche per quest’anno le 2 settimane di Oratorio estivo e 2 campi in montagna (uno per i ragazzi e uno per i giovanissimi).

Alcuni giovanissimi si sono messi in gioco come ‘aspiranti’ educatori ed hanno partecipato alla formazione a San Benedetto e ad uno stage a Padova. Su questi ragazzi si sta investendo molto per avere nel prossimo futuro qualche figura guida che ci faccia realizzare il sogno di far ripartire le attività giornaliere come ai ‘bei tempi’. Tali attività da qualche anno sono praticamente scomparse, per mancanza di volontari-educatori, ad eccezion fatta della frequenza dei ragazzini dell’Arcobaleno che si fermano in Oratorio alla fine del doposcuola.

In uno dei ‘vorremmo’ del PPP c’è la volontà di dare forma ad un Oratorio aperto a tutte le fasce di età per cercare di instaurare uno scambio di ‘esperienze’ e di ‘dialogo’ tra le diverse generazioni che appaiono sempre più distanti. Abbiamo provato timidamente a coinvolgere il ‘gruppo 4 chiacchere e 2 ferri’ proponendo di occupare per un giorno la settimana gli spazi dell’Oratorio per avere un primo contatto con i ragazzi ma purtroppo, per quest’anno, non è stato possibile.  Ci riproveremo certamente.

L’attività sportiva per cui l’Oratorio ha la qualifica di ASD è il Tchoukball.

Sull’argomento andrebbe fatta una riflessione più attenta e approfondita ma, per ragioni di tempo, in questa relazione viene solo accennata rimandandola in sede di CPP e CD ANSPI.

Lo sport è uno dei tanti mezzi usati dagli Oratori per aiutare a far conoscere ai ragazzi l’amore di Dio e per il prossimo e questa disciplina, per le sue particolari regole è forse ‘più adatta’ di altre. Tale attività coinvolge decine di ragazzi che all’inizio ruotavano nell’orbita della parrocchia ma che ben presto si sono allontanati perché si è finito, inevitabilmente, col guardare solo alla prestazione, alla partita, all’atleta, all’allenatore, ed è difficile rimanere con lo sguardo orientato a Cristo Risorto, a cui, invece, ‘vorremmo’ guardare, come indicato in un altro punto del nostro PPP.

Pertanto bisognerebbe trovare il modo di riportare queste motivazioni nell’ambito dell’Oratorio.

Tra i soci dell’oratorio è nato anche il Comitato per la festa di S. Agostino che organizza la festa del nostro patrono ricercando volontari sia per le attività di allestimento delle strutture sia per i servizi di programmazione degli spettacoli e della gestione gastronomica. Tali ultime attività coinvolgono sempre di più intere famiglie che si cimentano in cucina e nel servizio allo stand (adulti) e servizio ai tavoli (ragazzi). Quest’anno stiamo lavorando sullo spirito di servizio che deve animare la partecipazione dei ragazzi del catechismo. Il loro deve essere un servizio ‘gratuito’ non finalizzato al ‘compenso’ del buono pasto.

Tutte queste attività di svago, di esperienza comunitaria, di lavoro svolte nei vari ambiti, anche se in misura ridotta rispetto agli anni scorsi, hanno lasciato sicuramente un segno della missione dell’ANSPI ed hanno contribuito alla crescita cristiana dei nostri ragazzi e delle loro famiglie, per cui è nostra intenzione impegnarci sempre più e con maggiore entusiasmo affinché altre persone sentano il bisogno e anche la gioia di aiutarci al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Infine, dal punto di vista economico, aspetto secondario ma non certo meno impegnativo ed importante, possiamo dire che il rendiconto economico e finanziario è stato approvato dall’Assemblea annuale dell’Oratorio, ma presenta delle criticità che bisognerà valutare ed approfondire con attenzione per non rischiare di vanificare tutti gli sforzi, per mancanza di risorse finanziarie.

Residenza Caterina (Lia)

È una esperienza molto bella, che faccio da 17 anni. Animiamo la Messa al sabato pomeriggio e il Rosario normalmente al lunedì. Diverse persone danno una mano: per il momento siamo più che a posto.

* * *

Gruppi di studio

I presenti si suddividono in gruppi di studio per la riflessione sugli obiettivi del Programma pastorale:

Spiritualità

Vorremmo imparare a camminare, personalmente e insieme, con la fiducia di Abramo.

Vorremmo imparare a cogliere la presenza del Signore risorto nella nostra storia personale e comunitaria.

Vorremmo vivere intensamente nella liturgia e nella preghiera personale l’esperienza radicale dell’adultera accolta da Gesù, come dice S. Agostino: Relicti sunt duo: misera et misericordia (Agostino In Io. Ev. tr. 14, 5).

Vorremmo vivere sempre meglio la Messa, la meditazione della Parola, l’adorazione eucaristica, il legame con la Madre di Dio.

Sinodalità

Vorremmo vivere e far vivere questo principio di convocazione personale: tendere a far sentire a tutti l’accoglienza personale di Dio che passa nella testimonianza dei cristiani. Ognuno, nel Popolo di Dio, è unico, originale, irripetibile.

Vorremmo essere parrocchiani aperti e attenti alle persone con le quali abitiamo nei nostri palazzi.

Vorremmo dare forma all’esperienza dell’oratorio parrocchiale per tutte le fasce d’età

Vorremmo accettare l’incertezza del cammino e osare quando non tutto è ancora chiaro: la patria che ci attende si raggiunge solo camminando ‘verso’ ciò che il Signore indica. Un faro lontano ci traccia la via, ma dobbiamo capire di tempo in tempo dove mettere i piedi qui ed ora.

Vorremmo vivere bene l’esperienza del Consiglio pastorale parrocchiale, laboratorio della sinodalità di tutta la Comunità. Vorremmo maturare in tutte le iniziative lo stile del discernimento comunitario.

Formazione

Vorremmo offrire a tutti percorsi adeguati di formazione: a chicomincia ora a conoscere il Signore, a chi da tempo ha camminato, a chi magari ha lontani ricordi catechistici e si riaffaccia al ‘sinodo’ della comunità…

Vorremmo valorizzare gli strumenti della formazione

comunitaria (l’omelia, il foglio parrocchiale, il periodico ‘Insieme’) per approfondire i contenuti proposti a tutti: la Parola spezzata nella Liturgia, le riflessioni del Sinodo sulla famiglia e quelle del Convegno di Firenze, e soprattutto il grande tema della Misericordia. E, ancora, riproporre a tutti la lettura comunitaria di un libro biblico (Il ciclo di Abramo, il vangelo secondo Luca), la giornata della Bibbia, il riferimento permanente ai testi di S. Agostino, l’attenzione alle proposte diocesane.

Vorremmo confermare e consolidare i cammini formativi esistenti per tutte le fasce di età, dando attenzione anche alla formazione delle famiglie e allo scambio di esperienze tra

famiglie giovani e quelle più navigate.

Vorremmo vivere l’attenzione alle tematiche dell’attualità e alle sfide culturali.

Servizio

Vorremmo avere una conoscenza rinnovata della gente che abita il quartiere, delle ricchezze e dei bisogni di tutti: non c’è più la situazione di quarant’anni fa. Sarà utile la benedizione

delle famiglie da parte dei pastori, la conoscenza dei vicini di casa, il confronto sulle situazioni e sui fatti che capitano in quartiere.

Vorremmo rimanere aperti ed aprirci ancora di più alla accoglienza e alla condivisione con i più poveri e diseredati.

Con il servizio ai vicini di casa, lo sviluppo dell’affiancamento famigliare, la condivisione di generi alimentari e di denaro nella Messa domenicale. Sarà da valorizzare molto la S. Vincenzo parrocchiale. Sarà da intensificare anche il rapporto con l’Associazione Viale K, specie per l’accoglienza dei profughi nell’appartamento di proprietà della parrocchia in via Carducci.

Vorremmo porre attenzione alle relazione con le istituzioni, i gruppi e le associazioni della zona, stando informati specialmente sulle realtà di servizio alla persona e tentando di

organizzare un convegno annuale sulle situazioni del quartiere.

* * *

Sintesi del lavoro dei gruppi.

1° gruppo

Urgenza e necessità dell’incontro con le persone di altre religioni, molto presenti nel nostro quartiere. A partire dai ragazzi che frequentano l’Arcobaleno o le attività estive delle parrocchie. Sentire come missione questa cosa. Sfruttare le realtà scolastiche del quartiere, a tutte le fasce d’età. Percorrere la strada insieme, superando anche le nostre reticenze e i nostri blocchi: chi ha i figli a scuola, spesso vede che i bimbi stranieri non sono invitati ai compleanni.

Oratorio. Superare la nostalgia di qualcosa che c’è stato e che è stato molto bello, ma che con quelle caratteristiche non si potrà ripetere. Avere il coraggio di inventare qualcosa di diverso, partendo la poco (un pomeriggio alla settimana, un sabato…), offrire uno spazio di incontri e di relazioni, chiamando in causa non solo i giovani, ma anche persone più anziane, che non hanno impegni di lavoro. Potenziare l’esperienza del fare i compiti insieme; potenziare il gruppo delle chitarre: in coda aggiungere un tempo disteso e prolungato da trascorrere in parrocchia.

Creare spazi anche per gli anziani, con proposte anche per loro.

La parrocchia lanciata sul territorio, in tutte le forme possibili!

Don Francesco e don Michele: essere presenti il più possibile nelle iniziative delle scuole, visto che i ragazzi sono gli stessi.

 

2° gruppo

Si è camminato sulle linee del ppp dell’anno scorso, e per quanto ogni cosa sia migliorabile, tanti sono stati gli aspetti positivi.

Frammentarietà della vita comunitaria, come riflesso di uno stile di vita generale: difficile creare collegamenti e fare in modo che ognuno senta propria tutta la pastorale della parrocchia. Ma questo è un obiettivo lontano, che pure ci richiama ad essere maggiormente interessati non solo al nostro ambito di servizio.

La formazione deve essere maggiormente plasmata su delle esigenze particolari. Non esiste un solo modo di fare gruppo giovanissimi, o un unico gruppo di adulti: tante tipologie di percorsi personali… questo crea la problematica delle risorse, delle persone che si dedicano al servizio formativo. Attenzione però ad individuare bisogni cui bisogna rispondere.

Ad esempio, un percorso potrebbe essere offerto ai genitori dei figli adolescenti.

Spesso il passaggio tra il cammino di fede legato alla Parola e l’esperienza pratica del servizio è faticoso da proporre ai ragazzi e ai giovanissimi. È un aspetto di debolezza sociale (cf. Sondaggi…)

Importanza della integrazione e del dialogo interreligioso.

Sì al convegno territoriale, come momento di confronto con le realtà istituzionali o le varie realtà di altre religioni, scegliendo qualcosa di trasversale, interessanti anche per persone di altre religioni.

Guardare le cose in modo diverso! Con gli occhi del Signore risorto, stare dentro ai problemi stando nelle situazioni con la speranza che deve guidare la nostra azione. No all’immobilismo: chiamati ad investire dove lo Spirito ci chiama.

Piazza dei Poeti: un punto nevralgico di incontro di giovani a rischio, che andrebbe frequentato, animato.

Formazione spirituale: assolutamente da continuare a valorizzare.

Forte la tensione a vivere il territorio e a portare fuori la nostra esperienza di comunità che prega e vive la fraternità. Dobbiamo vedere con più gioia e speranza quello che di bello viviamo all’interno della nostra comunità parrocchiale.

 

3° gruppo

Vorremmo vivere e far vivere il principio di convocazione personale…

Poniamo l’accento sulle cose da fare, senza dimenticare il discorso ‘sinodale’!

Nel quartiere: ci sono aggregazioni di giovani che sono fondate sul nulla e possono diventare disturbanti… Le strutture di carità della parrocchia sono a rischio di esaurimento

Importante creare una rete che risponda alle esigenze in modo pronto…

Che fare?

Quando una attività in parrocchia crea relazione e non solo dà un servizio? Spesso l’urgenza ci fa fermare all’emergenza… Una ipotesi è provare a fare non solo ciò che è obbligatorio, ma anche ciò che nasce dal cuore. Chi ha vissuto l’esperienza dell’oratorio sa che quel che i ragazzi si portano a casa non deve essere solo una tecnica sportiva, ma anche l’esperienza dell’accoglienza. L’equilibrio tra necessità e spontaneità… non è facile.

Il tema della carità può fare da unità nei quattro ambiti che abbiamo analizzato.

Fare uno sforzo per trovare nuovi linguaggi di dire le cose. Il linguaggio artistico/emotivo ad esempio.

Due idee pratiche.

Rinforzare la presenza fisica nei luoghi del quartiere. Esserci, nei luoghi in cui la gente si trova. Ci vuole una presenza organizzata, pensata, costruita, con un supporto a chi va sul posto.

Proporre una organizzazione partecipata alle istituzioni (esempio della valorizzazione dello spazio dell’ex aquilone…) ci si dovrebbe esserci.

L’Assemblea si conclude alle ore 22.15 con la celebrazione della Compieta in chiesa.